Assume cocktail di droghe per uccidere il bimbo che porta in grembo: arrestata

La donna era stata arrestata per aver ingerito droghe nel tentativo di uccidere il figlio prima della nascita, avvenuta regolarmente il mese scorso. Ma il 7 settembre, il neonato è morto e avanza la pista dell'infanticidio.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 13 settembre 2018

Assume cocktail di droghe per uccidere il bimbo che porta in grembo: arrestata

Arrestata per aver tentato di uccidere il bimbo che portava in grembo con un cocktail di droghe, tra cui ecstasy, ma non è il solo orrore che si fa largo in questa storia. Il piccolo Rylan, nato ad agosto, è morto il 7 settembre e per la madre 19enne si sono aperte le porte del carcere.

Droghe per uccidere il bimbo

Sarebbe stata la madre 19enne a uccidere il suo bambino, partorito lo scorso agosto e morto il 7 settembre. Il piccolo Rylan sarebbe sopravvissuto al tentativo della donna di ucciderlo ingerendo una massiccia quantità di droghe.

Bailey Kitchens, giovane statunitense, ha confessato l’assunzione delle sostanze che credeva potessero aiutarla a uccidere il figlio che portava in grembo. Un folle proposito maturato quando era incinta, ma rivelatosi vano.

Il bambino, infatti, è nato con qualche settimana di anticipo, e secondo la 19enne lo avrebbe dovuto dare in adozione.

Secondo quanto emerso dal suo racconto agli inquirenti, appena scoperta la gravidanza avrebbe fatto ricorso a dosi notevoli di ecstasy e adderal (farmaco per il trattamento dell’ADHD, disordine di iperattività e la narcolessia).

Ipotesi infanticidio

Soltanto l’autopsia sul corpo del neonato potrà essere utile a stabilire con certezza le cause del decesso. Secondo fonti di stampa locale, però, ci sarebbe un’altra ipotesi che rimanda al quadro di un infanticidio.

La 19enne sarebbe ‘rotolata sopra il bimbo mentre dormiva’, finendo per soffocarlo. Versione non confermata dalle autorità inquirenti, che hanno arrestato la donna con l’accusa di crimini contro un minore per il solo reato di assunzione di droghe quali ecstasy, anfetamine e mentanfetamine al sesto mese di gravidanza.

La 19enne, però, era stata rilasciata per permetterle di partorire in una struttura sanitaria, e a un mese dalla nascita si sarebbe materializzato il presunto nuovo disegno criminale. Cinque anni fa ha dato alla luce un altro figlio, che vive da sempre con i nonni materni.

E si indaga senza sosta su un altro caso di sospetto infanticidio, che riguarda un neonato che sarebbe morto nella sua culla soffocato dal gatto.