Assegno di mantenimento: non pagare diventa un reato punibile anche con il carcere

Entra oggi in vigore l'art. 570 bis del codice penale: chi non paga quanto stabilito dal giudice per il mantenimento dei figli e dell'ex coniuge rischia una multa di oltre 1000 euro e anche il carcere fino a un anno.

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    Assegno di mantenimento: non pagare diventa un reato punibile anche con il carcere

    Assegno di mantenimento: è sempre obbligatorio per l’ex moglie e i figli? Ebbene da oggi sì: con l’entrata in vigore l’articolo 570 bis del codice penale si torna a fare chiarezza su una materia complicata che negli ultimi anni ha visto applicazioni contrastanti della legge da parte dei giudici. D’ora in poi il coniuge che si sottrarrà agli obblighi economici derivanti dalla separazione o dal divorzio rischierà una sanzione di 1032 euro e il carcere sino a un anno.

    Con l’entrata in vigore del nuovo articolo del codice penale l’obiettivo è di ristabilire l’ordine in una materia divenuta caotica a causa delle numerose normative e sentenze emanate negli ultimi anni. Come funzionava prima la legge sul mantenimento e cosa cambia ora? Inizialmente l’art. 570 del codice penale del 1930 puniva tutti coloro che non provvedevano al sostentamento del coniuge o dei figli: la norma veniva applicata con rigore e rischiava di essere punito chi faceva mancare al coniuge in stato di difficoltà il minimo per la sussistenza.

    Dal 1987 è diventato reato non pagare gli assegni per l’ex moglie o per i figli previsti nella sentenza di divorzio, mentre dal 2006 l’obbligo si è ridotto al mantenimento dei figli in genere: in questi decenni non era necessario essere ridotti in stato di povertà per avere diritto all’assegno, tuttavia si rischiava il carcere se non si pagava esattamente quanto previsto nel provvedimento del Giudice.

    A partire da oggi, 6 aprile 2018, queste ultime due norme sono abrogate e sostituite dall’entrata in vigore l’articolo 570 bis del codice penale che prevede che sia punito ‘il coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero vìola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli’.

    Le ipotesi di reato previste sono molteplici: ‘Sarà punito, prima di tutto, con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 a 1032 euro chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge. La stessa pena rischia, congiuntamente, anche chi malversa o dilapida i beni del figlio minore o del coniuge e chi fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge’.

    Come verrà applicata la nuova legge è difficile da stabilire al momento, le implicazioni sono numerose: ad esempio diventa reato non versare l’assegno di separazione per il coniuge, mentre non sarà punito chi non verserà l’assegno per il figlio maggiorenne se i genitori sono separati o se non sono sposati. Sarà obbligatorio versarlo invece per il figlio maggiorenne in caso di genitori divorziati.

    Ora non rimane che attendere e vedere quali posizioni assumeranno i giudizi in considerazione della nuova normativa.