Arezzo: va a ritirare la pensione ma risulta già morta

Davanti a sé, la donna ha un percorso ancora tutto in salita. Il primo, fondamentale passo per riavere l'assegno previdenziale è dimostrare di essere viva.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 13 dicembre 2018

Arezzo: va a ritirare la pensione ma risulta già morta
Foto: Pixabay

Essere morti e non saperlo: succede anche questo nell’Italia incastrata nelle sabbie mobili della burocrazia. Questa è la storia di Cristina, per l’Inps morta e sepolta dal 16 novembre e non più titolare dell’assegno previdenziale. La sua odissea per la pensione è iniziata per caso.

Per l’Inps è ufficialmente deceduta

La storia di Cristina, che si divide tra Cortona, provincia di Arezzo, e il Senegal, è balzata in testa alla cronaca nazionale per puro caso. Lei, una donna come tante, vedova con figli al seguito, ha scoperto di essere morta.

Non si tratta di un racconto di fantasia ma di una vicenda reale che sta tenendo sotto scacco la donna da tempo. Residenza in Italia, la casa lasciata in eredità ai suoi ragazzi.

In Senegal ha sperimentato come si viva bene con la sua pensione, dove la vita è meno cara e tutto diventa più accessibile. L’assegno previdenziale, sua unica fonte di reddito dopo la morte del marito, le è sempre stato accreditato regolarmente. Non l’ultima volta.

Il 3 dicembre scorso, infatti, ha fatto l’amara scoperta: la sua pensione non è arrivata sul conto, e il rompicapo si è risolto in una clamorosa risposta: “Per l’Inps è deceduta”.

L’accredito è stato bloccato dall’Ente per il sopraggiunto decesso, ma Cristina non è morta.

La spiegazione

Come si è arrivati a questo punto? L’interrogativo è d’obbligo, e la spiegazione risiede nella querelle con i figli. Tra questi e la donna, infatti, c’è stata un battaglia legale per via della casa (di cui era proprietario il defunto marito).

A iter concluso, nel 2017, i congiunti di Cristina hanno dichiarato che la donna non viveva più in quell’immobile e che non sapevano dove si trovasse.

Lei non sarebbe stata informata neppure delle lettere che arrivavano a quell’indirizzo e che riportavano il suo nome come destinatario. Il 16 novembre scorso, il Comune l’ha dichiarata “persona scomparsa”.

Il problema è sorto proprio sull’aggettivo: “scomparsa”, per gli enti cui il Comune ha dato comunicazione, è diventato misteriosamente “deceduta”.

Quello che la attende è un percorso ancora in salita: il primo passo? Dimostrare di non essere morta.