Antonella Polimeni: la prima rettrice dell'università La Sapienza in 700 anni di storia

Da venticinque anni attiva in ambito accademico, sarà la prima donna a capo dell'ateneo romano, il più grande d'Europa

L'università La Sapienza di Roma

Foto Getty Images | Giorgio Cosulich

Era il 20 aprile 1303 quando papa Bonifacio VIII faceva nascere l’università La Sapienza di Roma: 717 anni dopo l’ateneo avrà una donna al comando, Antonella Polimeni.

Per la prima volta, l’università, la più grande d’Europa con circa 113 mila studenti nonché una delle più antiche, avrà una rettrice. L’ennesimo traguardo raggiunto dalle donne in Italia nel 2020, infatti pochi giorni fa è stata eletta la prima donna vice capo della polizia, Maria Luisa Pellizzari.

Chi è Antonella Polimeni

Laureata negli anni ’80 proprio a La Sapienza in Medicina e Chirurgia e specializzatasi in Odontostomatologia e Ortognatodonzia, nel 1990 passa all’università Tor Vergata per alcuni anni per poi tornare all’università in cui si è laureata. Oltre all’attività di ricercatrice, è stata anche all’interno del consiglio d’amministrazione e del nucleo di valutazione, arrivando ad essere nominata prima anche preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria, ora rettrice. In questi venticinque anni di carriera maturati in ambito accademico, ha anche firmato oltre 400 pubblicazioni su riviste scientifiche, 6 manuali e 2 monografie, preso parte a 100 conferenze internazionali, ha partecipato alla stesura delle linee guida nazionali volute dal Ministero della Sanità per la promozione della salute orale nonché nominata esperto del Consiglio Superiore di Sanità. Attualmente è anche docente nel settore scientifico disciplinare delle Malattie odontostomatologiche.

Una vittoria schiacciante per il cambiamento

La vittoria di Antonella Polimeni alle elezioni per il successore dell’attuale rettore Eugenio Gaudio, è stata netta: 2.529,74 preferenze su 4.170,32 disponibili sono andati a lei, per un 60,7% dei voti. Le votazioni si sono svolte dal 10 al 13 novembre online registrando un’affluenza del 74,5% degli aventi diritto. Il risultato è stato comunicato venerdì scorso in diretta streaming. Rimarrà in carica fino al 2026.

Nel suo programma ha parlato di internazionalizzazione dell’Ateneo, di sostegno alla ricerca e della volontà di mettere in atto una rivoluzione strutturale nel medio termine. Una rivoluzione che parte dall’eleggere una donna per la prima volta rettrice di uno dei più importanti atenei italiani, aprendo la strada anche agli altri.

Ecco le sue dichiarazioni appena eletta: “Le università giocano un ruolo strategico nella battaglia al Covid. Essere la prima donna al vertice della Sapienza dopo 700 anni è un bel segnale, una vittoria oltre che un onore. C’è stata unità nel voto, ma la vittoria è una vittoria per tutte le studentesse, le ricercatrici, le professoresse e per tutte le operatrici sanitarie impegnate  negli ospedali universitari e che si stanno impegnando senza sosta nella lotta al virus“.

Le donne a capo delle università

Sposata e madre di due figli, la professoressa Polimeni non è la sola donna in Italia a guidare un’università. Infatti si va ad aggiungere a Tiziana Lippiello (Ca’ Foscari, Venezia), Giuliana Grego Bolli, (Università per stranieri, Perugia), Maria Del Zompo (Università di Cagliari), Sabina Nuti (Scuola Sant’Anna, Pisa), Giovanna Iannantuoni (Università degli Studi di Milano-Bicocca), e Maria Grazia Monaci (Università della Valle d’Aosta). Sette su un totale di circa cento università: le donne al comando sono ancora in netta minoranza.

La prima rettrice in Italia è stata Bianca Maria Tedeschini Lalli, eletta nel 1992 a capo dell’università Roma Tre, l’ultima Antonella Polimeni: chi sarà la prossima?

Parole di Alanews