Alzheimer: il morbo può essere trasmesso? Uno studio lo proverebbe

Sotto la lente dei ricercatori la proteina beta-amiloide, coinvolta attivamente nel processo neurodegenerativo tipico della malattia. Lo studio sui topo ha acceso i riflettori su un inquietante scenario

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 14 dicembre 2018

Alzheimer: il morbo può essere trasmesso? Uno studio lo proverebbe
Foto: Pixabay

Il morbo di Alzheimer può essere trasmesso? Un recente studio ha provato a dare una risposta a un quesito tra i più comuni nel mondo della ricerca. Non si tratta del classico contagio: a essere parte ‘attiva’ nella trasmissione sarebbero alcune proteine.

Alzheimer: trasmissione possibile?

La ricerca appena conclusa non può dirsi certo esaustiva in merito all’interrogativo sulla trasmissibilità del morbo di Alzheimer, ma conduce inevitabilmente verso una direzione analitica particolarmente complessa.

Nello specifico, è bene precisare che non si tratta di un ‘contagio’ comune, piuttosto di un meccanismo più articolato attraverso cui sarebbe possibile innescare lo sviluppo della malattia.

Quello che la ricerca dovrà cercare di capire è se sia possibile che alcune proteine legate alla patologia possano permanere sulle attrezzature mediche, contaminandole e trasformandole in veicoli di trasmissione del morbo nel sangue di pazienti sani.

Lo studio sui topi

L’ipotesi arriva da uno studio sui topi. È la prima volta, infatti, che si è dimostrato come si possa innescare lo sviluppo della malattia.

Le proteine ottenute da materiale biologico contaminato, se introdotte nel cervello, causano l’esordio di demenza degenerativa.

Sotto la lente dei ricercatori inglesi, coordinati da John Collinge, la proteina beta-amiloide (tra le principali sostanze coinvolte nell’insorgenza dell’Alzheimer).

Ai topi è stato somministrato l’ormone della crescita umano, contaminato dalla beta-amiloide. Sul cervello di sette cavie è stata riscontrata la formazione di placche amiloidi, accumuli tipici presenti nei pazienti affetti dalla patologia.

Un risultato che ha permesso a  team di Collinge di gridare al passo avanti: “Abbiamo ora fornito prove sperimentali che il morbo può essere trasmesso alle persone da materiali contaminati“.

L’allerta che ne consegue riguarda tutte le procedure neurochirurgiche e le trasfusioni di sangue da pazienti over 60 che possono costituire bacino di trasmissibilità.

Contrastante il parere della Alzheimer Society: “Non c’è assolutamente evidenza che la malattia sia contagiosa. E ci sono buone prove per dimostrare che le trasfusioni di sangue non aumentano le possibilità di svilupparla“.