Addio al congedo di paternità? Petizione online per salvare la misura

Introdotto nel 2012 ed esteso da 2 a 4 giorni nel 2018, ora rischierebbe di sparire: il congedo di paternità ha visto crescere la platea di fruitori ma potrebbe non rientrare tra le misure rifinanziate con la Legge di Bilancio 2019.

Pubblicato da Giovanna Tedde Lunedì 1 ottobre 2018

Addio al congedo di paternità? Petizione online per salvare la misura
Foto: Pixabay

Congedo di paternità addio? Non è certo, ma l’ipotesi non sarebbe poi così remota. La misura rischia di non trovare spazio nel 2019, con la nuova Legge di Bilancio. Una petizione online è stata promossa per salvarla e richiedere che sia estesa a 10 giorni, rispetto ai 4 previsti nel 2018.

Congedo di paternità: cos’è?

Il congedo di paternità prevede il diritto alla retribuzione obbligatoria al 100% (a carico dell’Inps) per i padri lavoratori dipendenti con un bimbo nato dal 1° gennaio e con meno di 5 mesi di vita.

Un provvedimento istituito nel 2012, valido sino alla fine del 2018 ed esteso da 2 a 4 giorni di permesso. A questi si può aggiungere un quinto giorno, ma soltanto in caso di rinuncia a un giorno del congedo di maternità da parte della madre.

Si tratta di una misura non strutturale, quindi soggetta a rimodulazioni o addirittura alla totale cancellazione. Uno spettro che si farebbe sempre più realistico in vista della Legge di Bilancio 2019.

Petizione per salvare il congedo di paternità

Il rischio che il congedo di paternità non sia rifinanziato con la prossima manovra è concreto. Significa che i neo papà potrebbero perderne il diritto già dal 1° gennaio 2019.

Per salvarlo è stata lanciata una petizione online. La proposta dei firmatari è che il congedo diventi strutturale e si estenda a 10 giorni.

Tra i proponenti della raccolta firme Titti Di Salvo (parlamentare Pd nella passata legislatura), Riccarda Zezza (imprenditrice), Alessandro Rosina (Università Cattolica di Milano) e Emmanuele Pavolini (Università di Macerata).

Il tema è stato anche oggetto di un’interrogazione della Di Salvo, cui è seguita una risposta del Ministero del Lavoro sulla platea di beneficiari della misura. Nel 2014, i padri a usufruire del congedo sono stati 67.664, con incremento progressivo nel 2015 sino ai 91.136 del 2016.