Da Audrey Hepburn a Sex and the City, gli abiti da sposa più iconici da film e serie tv

Abiti impossibili da dimenticare, perché legati alle storie d'amore che ci hanno appassionato moltissimo. Vediamo i più iconici di sempre

sex and the city

Foto Getty Images | Arnaldo Magnani

Il cinema e le serie tv ci hanno regalato alcuni degli abiti da sposa più belli di sempre. Dalle sognanti atmosfere di “Cenerentola a Parigi“, fino a Carrie Bradshaw in “Sex and the City“, lasciata all’altare in un meraviglioso abito di Vivienne Westwood: sono tantissimi gli abiti da sposa che ci hanno fatto sognare, prima al cinema e poi con le nostre serie tv preferite. Abiti indimenticabili, perché legati alle storie d’amore che ci hanno appassionato moltissimo. Elencarli tutti sarebbe impossibile, ma non temete: per voi abbiamo selezionato i più iconici in assoluto, quelli che hanno fatto la storia del cinema e che ancora oggi sono d’ispirazione per le spose di tutto il mondo.

Frankestein, 1931

Uno dei primi abiti da sposa ad apparire sul grande schermo fu quello indossato dall’attrice Mae Clarke nel film del 1931, “Frankestein“. Completamente in pizzo e corredato dal tipico juliet cap veil, il meraviglioso abito che compare nel film fu realizzato dalla celebre costumista Vera West.

Foto Getty Images |FilmPublicityArchive | United Archives

Via col Vento, 1939

I costumi, che hanno contribuito a rendere “Via col Vento” un film leggendario e che costituiscono persino una chiave di lettura della storia, sono stati realizzati dal celebre costumista Walter Plunkett, che ne produsse una quantità infinita.

Cenerentola a Parigi, 1957

Un altro splendido abito da sposa è quello indossato da Audrey Hepburn, firmato Givenchy, nel film del 1957 “Cenerentola a Parigi“, diretto da Stanley Donen e interpretato da Audrey e Fred Astaire.

La mia Africa, 1985

Nel film del 1985, “La mia Africa“, la protagonista, interpretata da Meryl Streep, indossa per il suo matrimonio un abito da sposa, firmato Milena Canonero, pluripremiata costumista italiana, che ha avuto grande successo negli Stati Uniti.

Marie Antoinette, 2006

Cosa hanno in comune “La mia Africa” e “Marie Antoinette”? Sempre lei, Milena Canonero, che questa volta crea un abito dalle reminiscenze storiche senza pari per la bellissima e magnetica Kirsten Dunst.

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Dérivant de la « robe volante », la « robe à la française », emblématique de la vie de cour au XVIIIe siècle, est portée par toutes les élégantes européennes. Celle-ci est constituée d'un manteau de robe terminé en traine, dont l’ampleur, accrue dans le dos par des plis plats, est soutenue par un panier ovale. Ce manteau, ouvert sur une jupe, est ajusté sur le buste par une pièce d'estomac ou une échelle de rubans. Des manches trois-quarts terminées par un ou plusieurs volants, dépassent les « engageantes » de linge fin ou de dentelle fixées à la chemise. Apparue dans les années 1730, cette robe perdure à la cour jusqu’à la Révolution. Point d’orgue du corsage, la « pièce d’estomac » est la partie de la robe à la française la plus ornée. Amovible, celle-ci ferme le manteau au niveau du buste. Elle est fixée à l’aide d’agrafes, de laçages voire par des points de couture réalisés directement sur la robe déjà enfilée. Alors que les broderies se répandent à profusion dans le vestiaire masculin de cour, l’ornementation des tenues féminines est plus limitée. Seule la pièce d’estomac peut se couvrir de broderies. Le « corps à baleines», dont descend le corset, a marqué presque quatre siècles de mode féminine. Le corps à baleines permet d’affiner la taille et de remonter la poitrine, atouts majeurs de la féminité. Etroitement ajusté par laçage et rigidifié par plusieurs couches de toile, il est porté sous la robe. Doté de piqures entre lesquelles sont insérées des baleines, complétées parfois par un busc central, il assure le maintien mais affirme surtout, par la raideur hautaine du buste qu'il confère, la conviction d'une supériorité sociale. Au XVIIIe siècle, un nouvel accessoire porté sous la jupe, le panier, rond puis ovale, simple ou double, donne tout son caractère à la « robe volante » puis à la « robe à la française ». De taille variable selon le moment de la journée et le rang social, il s'aplatit sur le devant et le dos pour prendre ensuite une extension latérale. Il peut être articulé par des charnières afin de se replier, notamment pour monter dans une chaise à porteur ou occuper une moindre envergure dans un carrosse. • Source : @madparis

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Mamma mia, 2008

Quando nelle sale è uscita la trasposizione cinematografica del musical degli Abba, “Mamma mia”, tutte le donne sono impazzite per l’abito da sposa indossato da Amanda Seyfried. Firmato da Ann Roth, l’abito è caratterizzato da infiniti strati di tulle con un fascino tutto bohemien.

Sex and the City, 2008

Ideato dalla mente geniale ed eccentrica di Vivienne Westwood, l’abito da sposa che indossa Carrie Bradshaw per il suo primo e “mancato” matrimonio con Big è diventato una vera e propria icona degli abiti da sposa.

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Bride Wars, 2009

Nel film “Bride Wars“, Kate Hudson e Anne Hathaway interpretano due amiche che rischiano di rovinare la loro amicizia a causa delle nozze. Ma a unirle è l’amore per gli abiti da sposa di Vera Wang.

Twilight, 2011

La stilista che ha dato vita allo splendido abito da sposa, indossato da Bella Swan nella saga di Twilight, è Carolina Herrera, maestra di abiti da favola. Per creare questo abito, Herrera si è ispirata alle descrizioni di Stephenie Meyer, autrice della saga.

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Wedding💕😍😍

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Gossip Girls, 2012

L’ultima puntata di “Gossip girl“, la serie tv che racconta la vita dei ricchi adolescenti dell’Upper East Side, ha regalato il tanto atteso matrimonio tra Chuck e Blair. Per lei, questa volta, un abito Elie Saab in pizzo turchese.

Suits, 2018

Prima ancora di diventare la Duchessa di Sussex, Meghan Markle ha indossato un altro splendido abito da sposa. Si tratta del capo disegnato da Anne Barge per l’ultima puntata di “Suits“, dove si assiste al matrimonio tra Rachel Zane e Mike Ross.

Parole di Alanews