50 arresti cardiaci in 6 giorni: la storia al cardiopalma di Katia

'L’operazione è eccezionale perché per agire ci sono solo pochi secondi a disposizione, tra una fibrillazione e l’altra', ha raccontato il Dottor Pappone che ha eseguito l'operazione su Katia, presso il policlinico San Donato di Milano.

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    50 arresti cardiaci in 6 giorni: la storia al cardiopalma di Katia

    La storia di Katia è di quelle che fanno ben sperare nella sanità italiana: la neomamma di una bimba di tre mesi ha avuto 50 arresti cardiaci in sei giorni. Il suo cuore sembrava letteralmente impazzito: tutto ha avuto inizio durante una vacanza a San Giorgio a Cremano, a Pasqua. La prima volta è stata soccorsa in casa dalla madre, che proprio qualche giorno prima aveva seguito un corso di rianimazione, poi è stata ricoverata all’ospedale Boscotrecase in pronto soccorso, quindi è stata portata in rianimazione all’ospedale del Mare di Napoli. Alla fine è stata trasportata grazie a un volo militare al policlinico San Donato di Milano, uno dei pochi centri specializzati in Italia in elettrofisiologia.

    Sono stati i medici dell’ospedale del Mare di Napoli a contattare il dottor Carlo Pappone, medico campano che da anni lavora a Milano, per chiedere un consulto sul caso complicato di Katia. Dopo aver ottenuto il consenso dall’ospedale milanese, la giovane mamma è trasferita al Policlinico San Donato, grazie a un aereo militare messo a disposizione dalla Regione Campania con a bordo un team di rianimatori pronti ogni volta a rimettere in senso Katia dai continui arresti cardiaci. E’ stato il dottor Pappone a salvare la vita alla donna, grazie a un intervento mai eseguito prima.

    ‘La grave aritmia di Katia è una fibrillazione ventricolare provocata da alcune cellule impazzite nel sistema elettrico del cuore. Bisogna eseguire un’ablazione particolare, difficile ma possibile. Bisogna raggiungere il punto esatto ed intervenire. L’operazione è eccezionale perché per agire ci sono solo pochi secondi a disposizione, tra una fibrillazione e l’altra. Nel mondo, questo intervento è già stato eseguito, ma il bersaglio era fisso e la fibrillazione era avvenuta in precedenza, nei giorni o nei mesi precedenti, consentendo dunque una precisa localizzazione del problema’, ha spiegato il chirurgo al Corriere della Sera.

    Katia, a distanza di qualche giorno dalla delicata operazione, è uscita dal coma e non ha riportato alcuna conseguenza neurologica. A breve potrà tornare a casa dalla sua piccola bimba: ‘Oggi vivo la mia nuova vita. E sono ancora incredula per tutto quello che mi è accaduto. Sono felice di avere la possibilità, insperata, di crescere mia figlia’, ha raccontato Katia.