31enne a processo per aver torturato e ucciso il figlio disabile della compagna

La vicenda che arriva dagli Stati Uniti, contea di Morgan (Indiana), è quanto di più drammatico potesse registrarsi nelle cronache. La morte del piccolo Brayson Price nasconderebbe indicibili torture.

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    31enne a processo per aver torturato e ucciso il figlio disabile della compagna

    Nella contea di Morgan, (Indiana, USA) un 31enne finirà a processo per aver torturato e ucciso il figlio disabile della compagna. Una storia dell’orrore per cui sarebbe finita sotto accusa anche la madre del piccolo, accusata di negligenza.

    Brayson Price morto a 5 anni: indagati madre e compagno

    La madre del bambino disabile di 5 anni non avrebbe potuto in alcun modo non accorgersi dei reati compiuti dal compagno 31enne, Steven Ingalls, ai danni del suo bambino.

    Ne sono fermamente convinti gli inquirenti della contea di Morgan, che hanno imputato alla donna, Meghan Price, il reato di concorso in omicidio e negligenza.

    Troppo piccolo, quell’appartamento, per non intuire cosa avveniva nella stanza affianco. La morte del minore risale al novembre 2016. A telefonare alle autorità fu proprio l’uomo, che denunciava la stato di incoscienza del piccolo.

    Dopo il trasporto del bambino in ospedale, la polizia ispezionò l’abitazione, trovando ingenti tracce ematiche nella camera da letto.

    L’ipotesi degli inquirenti sul brutale omicidio

    La coppia aveva una relazione stabile dal 2014, e dalle perizie informatiche condotte sui dispositivi in uso al 31enne sarebbe emerso un quadro indiziario agghiacciante quanto inequivocabile: ricerche online con frasi come ‘Uccidere il figliastro ritardato mentale’, e ancora ‘Tecniche di tortura su bambini autistici’, ‘Come far soffrire un bambino e ucciderlo’.

    Il piccolo Brayson Pirce sarebbe diventato un ostacolo da eliminare nel breve termine, e il procuratore Sonnega ha confermato di tenere in vita l’ipotesi che dietro il brutale delitto ci sia un preciso disegno criminale ordito dall’imputato, con la connivenza della compagna e madre della piccola vittima.

    Secondo l’accusa, la coppia avrebbe agito come se il minore non potesse provare alcun dolore. Il processo dovrebbe durare poche settimane, e concludersi con un verdetto entro la prossima estate.