28enne scopre la sua malattia tramite un articolo su Facebook: i medici non erano arrivati a una diagnosi

Provvidenziale la scoperta di una analogia tra i suoi sintomi e quelli elencati online. Da mesi, la ragazza conviveva con un dolore incessante alla gamba sinistra, ma gli esami avevano escluso la presenza di una patologia.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 5 giugno 2018

28enne scopre la sua malattia tramite un articolo su Facebook: i medici non erano arrivati a una diagnosi

Una 28enne ha scoperto la sua malattia tramite un articolo su Facebook. I medici non erano arrivati ad alcuna diagnosi. La storia ha per protagonista la giovane Marie Amoureux, che si è salvata grazie alla sua arguzia nonostante le continue rassicurazioni che provenivano dalle analisi effettuate per mesi.

Il caso di Marie Amoureux: autodiagnosi grazie al web

Marie Amoureux, 28 anni, ha scoperto di che malattia era affetta grazie a Facebook. Una vera e propria ‘autodiagnosi’ grazie al web, arrivata dove neppure i medici erano riusciti.
Ha così potuto scongiurare un serio pericolo per la sua stessa vita, dopo mesi di atroci sofferenza, preda di un incessante dolore alla gamba sinistra e di una respirazione sempre più difficoltosa.
Gli esami escludevano qualunque patologia, sino a che la donna ha trovato online la risposta che cercava: provvidenziale un articolo sulla trombosi venosa sui social, che le ha fatto immediatamente notare la coincidenza dei suoi sintomi con quelli tipici del disturbo.

La decisione di rivolgersi a un altro medico: la risposta sconcertante

Rivoltasi a uno specialista, ha ricevuto una diagnosi definitiva tra le più drammatiche: evidenziava una sofferenza polmonare acuta, causata da un’embolia che stava mettendo a rischio la sua vita.
I grumi presenti nella gamba si erano estesi sino all’apparato respiratorio, problemi che poi si è evidenziato fossero causati dalla pillola anticoncezionale prescritta ben 8 anni prima.
La 28enne assumeva regolarmente il farmaco per curare la sindrome da ovaio policistico. Il medicinale conteneva uno steroide che provocava la rottura delle cisti, esponendola a un serissimo pericolo.