28enne incinta soffocata da un boccone andato di traverso: cesareo d’urgenza, ma muore anche il bambino

Non ce l'ha fatta il neonato fatto nascere prima del previsto dopo l'incidente della madre, a cui è andato di traverso un boccone, a Trento. Dopo due giorni di agonia, si è spenta anche la mamma

Pubblicato da Redazione Lunedì 11 giugno 2018

28enne incinta soffocata da un boccone andato di traverso: cesareo d’urgenza, ma muore anche il bambino

Una tragedia che ha portato via due vite: Maia, una donna di 28 anni incinta si è strozzata con un boccone. Ricoverata d’urgenza in ospedale in condizioni critiche, i medici hanno provato a salvare il suo bambino con un cesareo alla 28esima settimana. Il piccolo è morto però dopo soli 5 giorni di vita, e anche la mamma si è spenta dopo una settimana.

Sono stati attimi di grande concitazione e disperazione, quelli consumati intorno alla lotta tra la vita e la morte del piccolo Christian, il bambino fatto nascere con un cesareo d’urgenza alla ventottesima settimana.
La giovane mamma, 28 anni, è stata trasferita in codice rosso in ospedale dopo che, durante la cena, un boccone le è andato di traverso impedendole di respirare.
Lo stato interessante della donna ha reso molto più complesse le operazioni di disostruzione delle vie aeree. A chiamare i soccorsi è stata la sorella della 28enne, moldava da tempo residente in Italia.
Disperata la corsa in ospedale, a bordo di un’ambulanza del 118, sino al pronto soccorso Santa Chiara. Da quel momento, però, per lei non ci sarebbe stato alcun sensibile miglioramento.
I medici hanno optato per un cesareo d’urgenza, vista la delicatezza della situazione. Il bambino è stato affidato al reparto di terapia intensiva neonatale, la mamma in rianimazione. La prognosi, per entrambi, è sempre rimasta riservata, sino al drammatico epilogo per il neonato e per la donna.

A causare la morte di entrambi, l’assenza di ossigeno al cervello che ha interessato la madre e ha avuto gravi ripercussioni anche sul bambino.

Il piccolo di chiamava Christian, questo il nome scelto dal papà nel peggiore dei momenti per un genitore. Un dramma familiare che ha colpito l’intera comunità, mentre a casa, ad aspettare il fratellino, il figlio più grande della coppia, 2 anni.
I genitori, entrambi di origini moldave, avevano scelto di far crescere i bimbi proprio a Trento, e si stavano adoperando per definire le ultime pratiche inerenti al rinnovo del permesso di soggiorno.