19enne avvelena il latte della nipotina di 11 mesi, la madre la scopre

La ragazza, dopo la fuga, è stata catturata e ora rischia una condanna a 25 anni per tentato omicidio. A sventare il disegno omicida è stata la madre, nonna della piccola, che dopo aver letto il contenuto sconcertante di alcuni sms ha intuito il pericolo.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 15 marzo 2018

19enne avvelena il latte della nipotina di 11 mesi, la madre la scopre

Avvelena il latte per uccidere la nipotina. Sconcerto negli Stati Uniti, dove una 19enne, Sarai Rodriguez-Miranda, rischia 25 anni di carcere per tentato omicidio. La vittima mancata del diabolico piano è la figlia del fratello, appena 11 mesi. La piccola è scampata a un tentativo di avvelenamento, grazie al provvidenziale intervento della nonna, che si è accorta in tempo di quanto stava accadendo.

Tenta di avvelenare la nipotina, arrestata

L’accusa che pende sulla 19enne statunitense Sarai Rodriguez-Miranda è gravissima: tentato omicidio, ai danni della nipotina di appena 11 mesi. Avrebbe cercato di ucciderla somministrando un farmaco nel latte, e rischia ora l’incriminazione e una condanna a 25 anni di detenzione.
La vittima mancata è figlia del fratello, che si era trasferito con la piccola e la sua compagna sotto lo stesso tetto della 19enne (che condivideva la casa con la madre di entrambi).
La vicenda è avvenuta nello Stato dell’Indiana, e solo grazie all’intuito della nonna paterna della piccola si è potuto scongiurare un drammatico epilogo.
L’imputata avrebbe tentato di avvelenare il latte materno con compresse di Excedrin, medicinale simile all’Oki. Il movente, secondo l’accusa, sarebbe da ascrivere all’intolleranza delle convivenza con suo fratello e sua cognata.

Messaggi choc sul telefono dell’imputata

La bambina di 11 mesi è riuscita a scampare al folle disegno omicida grazie all’intuizione della nonna (madre dell’imputata e del suo papà), la quale ha intercettato le intenzioni criminali della ragazza attraverso alcuni sms trovati nel suo telefono.
“Userò queste pillole. Ho deciso che possono restare più a lungo e voglio uccidere la loro bambina”, scriveva la Rodriguez-Miranda al fidanzato, secondo quanto diffuso dalla stampa americana.
Dai messaggi si sarebbe anche capito che la 19enne era praticamente sicura di essere insospettabile, e di poter agire, dunque, fuori dal raggio di sospetti della sua famiglia.
Con l’uso di un mortaio avrebbe polverizzato le compresse per poterle agevolmente somministrare attraverso la diluizione nel latte della nipote. Il biberon, contenente la dose di farmaco ritenuta letale, sarebbe stato poi accuratamente riposto in frigo sino al definitivo utilizzo. “Quella stupida bambina non è morta. Perché? Spero che muoia”, si legge in uno dei messaggi rivolti al fidanzato.

La scoperta della nonna

La prontezza della nonna della bambina ha permesso di sventare il piano criminale. Dopo aver letto i messaggi, è andata a controllare in frigo e ha trovato due biberon, uno dei quali con un cerchio verdastro sul fondo.
Subito dopo la sconvolgente scoperta, ha portato la nipotina in ospedale salvo poi capire che, fortunatamente, la bambina non aveva ancora bevuto il latte avvelenato.
Dagli esami condotti sul campione in mano agli investigatori, è emerso che la 19enne avrebbe diluito un quantitativo di medicinale che avrebbe ucciso persino un adulto (stimato in 9 compresse).

La fuga, poi la cattura e la confessione

Sarai Rodriguez-Miranda è poi fuggita, una volta che sua madre l’ha messa alle strette e ha cercato di farla parlare con la polizia. Una fuga in Michigan con il ragazzo, poi la cattura a otto mesi di distanza dai fatti contestati e l’estradizione. Il tiepido tentativo di discolparsi non è servito e infine ha confessato le sue responsabilità agli inquirenti.