10 cibi che tagli, sbucci o affetti in modo sbagliato

Eliminare gli occhi dell'ananas e sbucciare i kiwi con un cucchiaio, ecco alcuni trucchi del mestiere utili per affettare frutta e verdura

tagliare verdura

Foto Pixabay | @congerdesign

Quante volte ci siamo ritrovate tra le mani un frutto, senza sapere da dove iniziare a tagliarlo o sbucciarlo in modo appropriato. Finiamo, di solito, per improvvisare e il risultato si vede: tagli irregolari, residui di buccia qui e là, per non parlare delle povere lame dei nostri coltelli. Ebbene sì, la prima regola per sbucciare, tagliare o affettare un alimento, è scegliere il coltello giusto: soprattutto quando utilizziamo tecniche particolari di taglio. Ce lo insegnano con grande maestria i giapponesi che, per la preparazione del sushi, arrivano ad utilizzare fino a 7 coltelli diversi.

Senza addentrarci nel vastissimo mondo delle lame, sarebbe sufficiente disporre di 3 coltelli base: uno a lama seghettata, per alimenti con crosta o scorza spessa, come zucca, anguria e ananas; uno leggero per verdure, privo di punta, ma con lama molto affilata che garantisce maggior precisione nel taglio; uno “spelucchino”, o coltellino Tournier, utile per tagliare cose piccole, come aglio, scalogni, funghi e frutta. Ma anche attrezzi più agili come un pelapatate o un leva torsolo.

Kiwi

Per sbucciare i kiwi maturi, invece del pelapatate, è meglio usare un cucchiaio o un cucchiaino, a seconda delle dimensioni del frutto. Secondo lo chef Scott Swartz, professore associato del Culinary Institute of America, sbucciare un kiwi maturo con un pelapatate equivale a rovinarlo. “Un trucco è tagliare la parte superiore e inferiore, a questo punto inserire un cucchiaio vicino alla pelle e farlo scorrere all’interno per liberare la polpa“.

Ananas

Uno degli errori più comuni quando si sbuccia l’ananas è lasciare gli occhi, ovvero le macchie brunastre che rimangono dopo aver rimosso la buccia. Secondo Swartz, bisogna procedere prima a tagliare la parte superiore e inferiore, poi usare un coltello per sbucciare la parte esterna, assicurandosi di tagliare anche gli occhi, che risultano difficili da masticare.

Melanzane

Prima di tagliare le melanzane, bisogna assicurarsi invece di avere un coltello ben affilato. Infatti, un coltello poco tagliente rischia di accelerare il processo di ossidazione della melanzana ne e fa scurire le fette. Le melanzane infatti, se esposte all’aria, si ossidano con estrema rapidità. Per evitare questo inconveniente, basta usare un coltello molto tagliente, ha rivelato lo chef Alexander Plotkin, chef culinary officer del Tovala. “Le melanzane – precisa inoltre lo chef – si restringono durante la cottura, poiché trattengono l’umidità. Quindi è meglio tagliarle più spesse di quanto ci pare necessario“.

Carote

Arriviamo ora alle carote, la cui buccia è ricchissima di elementi nutrienti. “Le bucce della carota sono ricche di sostanze nutritive, e se le si lava bene non c’è bisogno di sbucciarle“, spiega lo chef Plotkin. In questo modo, si aumenta l’apporto nutritivo e si risparmia tempo mantenendo la buccia.

Asparagi

Un trucco del mestiere per preparare gli asparagi? Sappiate che è più semplice spezzarli a mano che tagliarli col coltello: provare per credere. “Il modo migliore di tagliare gli asparagi è a mani nude“, dice Plotkin. Per rimuovere l’estremità dura dei fusti, afferrate le due estremità e piegate lentamente gli asparagi verso l’interno finché non cedono e si spezzano. “Se l’operazione – precisa Plotkin viene eseguita correttamente, il punto di cedimento sarà esattamente dove la parte dura e quella tenera del fusto si incontrano“.

Zucca

Quando tagliate la zucca, invece, metteteci sotto un canovaccio, per evitare slittamente e lesioni “Fate molta attenzione quando tagliate la zucca, perché la sua superficie irregolare rende il taglio difficile e c’è rischio di farsi male“, si raccomanda Plotkin. La tecnica migliore è quella di posizionare un canovaccio sotto la zucca così che non scivoli via. Una volta sbucciata, tagliate la zucca a metà dall’alto verso il basso, passaggio che serve ad aumentare la stabilità dell’ortaggio, rendendo i tagli successivi più facili e sicuri.

Cipolle

Tagliare la parte superiore della cipolla può rendere più difficile la fase successiva. “Per le cipolle tagliate soltanto una piccola sezione all’estremità della radice, quella opposta al lato con le fibre” consiglia Masaharu Morimoto, chef e proprietario del Morimoto Management all’MGM Grand. Lasciando intatta radice si avrà infatti un controllo migliore sulla cipolla.

Peperoni

Quando, invece, si ha a che fare con i taglio dei peperoni, lo chef Morimoto consigli di togliere i semi prima di affettarli. Per un risultato ancora migliore, “tagliate direttamente i peperoni a metà e rimuovete torsolo, gambo e tutti i semi“, consiglia Morimoto.

Melograno

Per recuperare i semi di melograno, si consiglia di tagliare prima il frutto a metà. Ponete il frutto su una ciotola, tenete il lato tagliato verso il basso e picchiettate con forza la buccia con un cucchiaio. I semi cadranno nella ciotola. Altrimenti immergete il melograno in acqua e rimuovete i semi con le dita.

Mango

Infine il mango, un frutto dalla buccia estremamente liscia, a cui prestare particolare attenzione in fase di taglio. Meglio iniziare con il taglio delle estremità per creare una superficie piana ed evitare che il frutto scivoli dalle nostre mani mentre tentiamo di tagliarlo. Dopo aver eliminato la parte inferiore e superiore, bisogna posizionare il mango “in piedi” e tagliare in direzione del nocciolo. Come per i kiwi, se il mango è troppo maturo, evitate invece di usare il pelapatate.

Parole di Linda Pedraglio

Mi chiamo Linda Pedraglio. Sono nata e cresciuta in un piccolo paese vicino al lago di Como, ma, fra studio e lavoro, ho avuto modo di vivere città diverse: l’Erasmus a Helsinki, gli anni dell’università a Milano, il corso di giornalismo a Firenze. Sogno una piccola casa sul lago, piena di libri, che sono il mio affaccio sul mondo, e un orto di pomodori e peperoncini. Attualmente, collaboro con Alanews nella produzione di contenuti per il network Deva Connection, dove mi occupo di donne, salute e benessere, con qualche incursione nel percorso di emancipazione femminile.