Volterra, il padre voleva uccidersi con il figlio: il bimbo salvo per miracolo

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    Volterra, il padre voleva uccidersi con il figlio: il bimbo salvo per miracolo

    AP/LaPresse

    Il dramma del padre morto nel tentativo di uccidersi con suo figlio vicino a Volterra si è consumato lasciando vivo per miracolo il piccolo Augusto, di 8 anni. L’uomo è morto suicida dentro l’auto, che aveva scelto come tomba per sé e per il bambino. Augusto, che dormiva nel sedile posteriore, si è svegliato appena in tempo per uscire a chiedere aiuto, anche per suo padre. La tragedia a Montecatini Val di Cecina, provincia di Pisa. Dopo la separazione e l’affido esclusivo del bimbo alla madre, il padre aveva lanciato su Facebook un segnale della sofferenza che portava dentro: “Non chiederei poi molto…vedere il mio cucciolo”, aveva scritto il 28 febbraio scorso sul suo profilo social. Il sintomo di un dolore impossibile da spegnere, alimentato sino alla decisione di morire con quel figlio che avrebbe voluto vedere più spesso. Nell’auto una lettera per spiegare i motivi del gesto.

    Voleva stare con suo figlio, Augusto è salvo per miracolo

    Il padre del piccolo Augusto aveva deciso di porre fine alla sua sofferenza per quelle poche opportunità di passare il tempo con suo figlio, da quando, dopo la separazione da sua moglie nel 2012, il bimbo era stato affidato esclusivamente alla donna. Per uccidere suo figlio e suicidarsi aveva scelto una piazza centrale di Montecatini Val di Cecina, dopo aver viaggiato per circa 15 ore. L’uomo aveva prelevato il figlio da scuola, in provincia di Napoli, il giorno prima, con l’accordo di riportarlo da sua madre nella serata. Ma il suo piano era evidentemente già scritto.

    Tornato in auto in Toscana, ha parcheggiato in piazza XXV aprile e ha aperto il gas di una bombola che avrebbe dovuto uccidere entrambi. Il piccolo Augusto si è svegliato giusto in tempo per salvarsi, vivo per miracolo mentre suo padre non ce l’ha fatta, ha portato a termine il proposito suicida. Il terrore del bambino nel vedere il genitore immobile in quell’abitacolo quasi saturo di gas, lo ha spinto a uscire dall’auto e cercare l’aiuto di qualcuno. Per suo padre non c’è stato nulla da fare, già in passato pare avesse tentato di togliersi la vita.

    Il bambino ha chiesto aiuto anche per suo padre

    Augusto ha chiesto disperatamente aiuto a qualcuno, a chiunque potesse salvare lui e suo padre da una tragedia che forse non aveva neppure intuito. Il bimbo si trova ora in un letto d’ospedale a Pontedera, circondato dall’affetto della madre e dei suoi cari.

    Dopo l’angoscia di non sapere dove fosse finito suo figlio, che il padre non aveva riportato regolarmente a casa, la donna ha ricevuto la chiamata dei carabinieri e si è precipitata al capezzale di Augusto.

    In quell’auto, in cui gli inquirenti hanno rinvenuto la bombola, anche una lettera di 4 pagine contenente le motivazioni del gesto.

    “Augusto ha cercato di salvare il papà, che invece voleva togliergli la vita” ha dichiarato uno zio paterno del bambino.

    Correva all’impazzata Augusto, voleva aiutare anche suo padre che giaceva in quell’auto trasformata in una camera a gas. Ha bussato alla prima porta che ha trovato lungo la sua disperazione e ha gridato: “Per favore aiutatemi. E venite ad aiutare anche il mio papà”.