Vladimir Luxuria e la vittoria delle minoranze

Vladimir Luxuria e la vittoria delle minoranze
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    vladimir luxuria vita e politica

    È indubbiamente il personaggio del momento: da quando ha vinto l’ultima edizione dell’Lsola dei famosi, non la ferma più nessuno. È Vladimir Luxuria, e non è la prima volta che si presenta come un personaggio vincente.

    Liberazione, il quotidiano del suo partito politico, la osanna come l’Obama de noattri: come lui in America è riuscito a sdoganare il tabù che impediva alle persone di colore di poter diventare presidenti della potenza più grande mondo, così la foggiana Vladimir è riuscita a far vincere -sugli altri- quella che è considerata una minoranza, ovvero il mondo dei trans, sconfiggendo la pretesa dell’eterosessualità a tutti i costi.

    Combattiva e ironica, forte e intelligente, l’ex parlamentare di Rifondazione Comunista ha conquistato il pubblico e la vittoria ne è stata l’effetto diretto: dopo aver spiattellato il presunto flirt di Rossano Rubicondi con Belen Rodriguez, ci si aspettava un’antipatia nei suoi confronti, a causa del suo comportamento da spia. Ma la gente pare aver apprezzato la sua voglia di abbattere le ipocrisie anche nei rapporti interpersonali, e l’ha premiata facendola restare tra i finalisti sino alla fine, nomination dopo nomination.

    Su Liberazione si legge: ”Luxuria partecipando e trionfando all’Isola ha spiegato a milioni e milioni di italiani che la realta’ e’ diversa e che anche questa realta’ deve godere degli stessi diritti della presunta maggioranza”. Provate a contraddire questo pensiero: io non ci riesco.

    Non sarà la vittoria di un transgender ad un reality che permetterà finalmente ad una minoranza di godere degli stessi diritti dei più, anche perché -molto spesso- il pubblico che ha televotato per Vladimir portandola a vincere, è la stessa Italia che durante l’anno si dimostra intollerante nei confronti dell’altro, del diverso, sia egli extra-comunitario o omosessuale.

    Non basterà, ok. Ma, al momento, è già qualcosa.

    È una forma di sensibilizzazione strana, probabilmente, ma efficace. La televisione raggiunge anche quelle realtà dove i giornali e internet non arrivano. E lo sappiamo tutti che gli zoccoli duri spesso sono proprio gli ambienti più “chiusi mentalmente”, più all’antica. È per questo che io gioisco nel vedere trionfare Obama, in un ambito ben più serio come le elezioni americane, così come son felice per Vladimir.

    Paolo Ferrero, segretario del Partito della Rifondazione Comunista, la invita a candidarsi alle europee, visto il successone. Lei non si sa bene cosa risponde: di certo, trascorrerà il Natale coi suoi parenti. Al momento sembra essere la sua priorità. Buon ritorno a casa, foggiana che non sei altra! ;)

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