Violenza sulle donne: secondo l’Onu l’Italia deve fare di più [FOTO]

Violenza sulle donne: secondo l’Onu l’Italia deve fare di più [FOTO]
da in Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:

    Contro la violenza sulle donne l’Italia può fare molto di più: arriva così il richiamo dell’Onu al governo direttamente dalle parole di Rashida Manjoo, Special Rapporteur delle Nazioni Unite per la lotta alla violenza sulle donne. Lo Stato italiano infatti, non farebbe abbastanza per fermare questo vero e proprio massacro di donne che ogni anno fa migliaia di vittime. Allarmi che troppo spesso passano in secondo piano, nonostante qualche sforzo sia stato fatto dalle Istituzioni. Evidentemente non è stato fatto però abbastanza.

    “Femmicidio e femminicidio sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni per incapacità di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne, che vivono diverse forme di discriminazioni e di violenza durante la loro vita – ha detto Manjoo durante il summit di Ginevra -. In Italia, sono stati fatti sforzi da parte del Governo, attraverso l’adozione di leggi e politiche, incluso il Piano di Azione Nazionale contro la violenza. Questi risultati non hanno però portato a una diminuzione di femicidi o sono stati tradotti in un miglioramento della condizione di vita delle donne e delle bambine”.

    Durante la 20° sessione del Consiglio per i diritti umani sono infatti stati presentati sia il Rapporto tematico annuale sugli omicidi basati sul genere che il Rapporto sulla violenza sulla scorta della missione in Italia. Durante l’incontro di Ginevra erano anche presenti le donne delle associazioni che combattono da sempre la violenza di genere.

    Presente Barbara Spinelli, avvocato e autrice del libro “Femminicidio” in rappresentanza dell’Associazione Internazionale Avvocate e Avvocati Democratici, Giuristi Democratici, Simona Lanzoni, coordinatrice della Fondazione Pangea ma anche Titti Carrano di D.i.Re , l’associazione contro la violenza sulle donne.

    Queste donne insieme a tante altre hanno creato il rapporto ombra della CEDAW (Convenzione per l’eliminazione di tutte le discriminazioni contro le donne).

    “Il mio report sottolinea la questione della responsabilità dello Stato nella risposta data al contrasto della violenza”, dice la funzionaria dell’Onu, “analizza l’impunità e l’aspetto della violenza istituzionale in merito agli omicidi di donne (femicidio) causati da azioni o omissioni dello Stato”.

    Quello che stupisce e che impressiona è che in moltissimi casi ci si rende conto di come “queste morti non sono isolati incidenti che arrivano in maniera inaspettata e immediata, ma sono l’ultimo efferato atto di violenza che pone fine a una serie di violenze continuative nel tempo”.

    L’Italia può e deve fare ancora molto, come una legge specifica sulla violenza alle donne, la costruzione di rifugi di accoglienza per le donne vittime di violenze e la ratifica della Convenzione di Istanbul per la prevenzione della violenza.

    “Dall’inizio degli anni novanta è diminuito il numero di omicidi di uomini su uomini, mentre il numero di donne uccise da uomini è aumentato”, sottolinea Rashida Manjoo. Pensate che ormai, una donna su tre, con età compresa tra i 16 e i 70 è stata vittima di violenza.

    505

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Martedì 26/06/2012 16:52
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI