Violenza sulle donne: “Rompiamo il silenzio” il 24 novembre a Milano

Violenza sulle donne: “Rompiamo il silenzio” il 24 novembre a Milano
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    Rompiamo il silenzio copertina

    “Avere il potere in mano vuol dire distruggere, annullare, far male, lasciare segni di sangue. Ed è per questo, forse, che mi stai stuprando, mi stai castigando, per affermare su di me il tuo potere, quell’unico potere che hai e che deriva dalla tua forza fisica verso il più debole”. Chissà se potrebbero essere davvero queste le parole che una giovane donna rivolge al suo stupratore in un’immaginaria, quanto cruda e reale, rievocazione della violenza sessuale subita.

    Ma la violenza sulle donne non è soltanto lo stupro che, purtroppo, siamo abituati a leggere sulle pagine dei giornali: 603milioni di donne vivono in paesi nei quali la violenza domestica è considerata un fatto strettamente privato, almeno 600mila donne ogni anno sono vittime della tratta a sfondo sessuale, oltre 60milioni di bambine vengono costrette a sposarsi e sono tra i 100 e i 140milioni le donne che hanno subito mutilazioni genitali. Mancano all’appello, in tutto il mondo, 100 milioni di bambine che non sono venute al mondo perché vittime della pratica dell’aborto selettivo.

    Ora, quindi, bisogna rompere il silenzio su tutte queste forme di violenza, privata, pubblica, legalizzata o personale che siano. Così Alice, Claudia, Roberta, Michela, Roberto, Giordano, Mario, Antonino, Anna, Valentina, Irene, Ornella, Edmondo e molti altri hanno deciso di mettere in scena in un unico spettacolo tutto quello che un uomo può essere capace di far subire ad una donna. Ciascuno recita la propria parte, un monologo rivolto al pubblico ma anche agli altri personaggi che finiscono per interloquire fra di loro come i tasselli di un mosaico: autonomi, ma soltanto uniti riescono a raffigurare, senza inutili edulcorazioni, la cruda realtà.

    Così sul palco si alternano la bambina venduta come prostituta e quella infibulata non appena divenuta una piccola donna, la fidanzata picchiata e le ragazza brutalmente stuprata da uno sconosciuto. Ma anche il Generale che promette ai suoi soldati “carne giovane” se solo avessero vinto la battaglia decisiva e l’opinione pubblica, spesso pronta a giudicare la vittima più del carnefice.

    La violenza di genere non può e non deve riguardare soltanto una parte dell’umanità, ma al contrario deve essere una lotta combattutta fianco a fianco da uomini e donne. L’autore dei testi, alcuni intimamente femminili, è infatti un uomo che ha provato a calarsi nell’altra parte del mondo per poterne meglio capire i pensieri e i sentimenti.

    Gli interpreti, nessun attore professionista, moltissimi giovani, tutti animati dalla voglia di usare il palcoscenico per “sbattere in faccia” al pubblico quello che troppo spesso non vuole vedere, perché poi non possa dire di non sapere o di non essersene reso conto, romperanno il silenzio martedì 24 novembre, alle ore 21, al Teatro P.I.M.E. di via Mosè Bianchi, 94 a Milano.

    Rompiamo il silenzio

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BeneficenzaCronacaUomini che amano le donneViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18/11/2015 18:32
     
     
     
     
     
     
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