Violenza sulle donne, report Iss: 1 su 3 aggredita dal partner

L’Istituto Superiore della Sanità, in collaborazione con gli ospedali nell'ambito del progetto 'Revamp', ha redatto il rapporto sulla violenza sulle donne: le vittime hanno tra i 15 e i 49 anni, più di un terzo sono straniere e, in 1 caso su 3, l'aggressore è il compagno. Sempre più colpita la fascia delle minorenni. Significativa anche l'incidenza del trauma post-abuso: dopo tre mesi ne soffre il 67,5% delle donne.

da , il

    Violenza sulle donne, report Iss: 1 su 3 aggredita dal partner

    Ancora allarme sui dati sulla violenza sulle donne: a confermarlo è il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità secondo il quale risulta che 1 donna su 3 è aggredita dal partner. Il quadro emerge dall’indagine condotta negli ospedali all’interno del progetto “Revamp (Repellere vulnera ad mulierem et puerum) – Controllo e risposta alla violenza su persone vulnerabili”, confermando che nella maggior parte dei casi gli abusi si consumano in ambienti familiari o che comunque la vittima conosce bene.

    Allarme abusi: in aumento le bambine sotto i 14 anni

    Dai dati sulle donne vittima di violenza che si recano in ospedale, la fascia più colpita è quella tra i 15 e i 49 anni, di cui più di un terzo sono donne straniere. Oltre il 35% dei casi è dovuto ad aggressione da parte del coniuge o partner sentimentale e quasi l’85% del totale delle violenze è compiuto da conoscenti. Un altro dato preoccupante che emerge è quello del coinvolgimento di donne sempre più giovani, in molti casi bambine. Vittime molte ragazzine con meno di 14 anni: per il 17,9% di quelle che si sono presentate al pronto soccorso, la violenza era un’aggressione sessuale.

    Secondo Alessio Pitidis dell’Iss, coordinatore per l’Italia della sorveglianza dell’Injury Database europeo, in generale per quanto riguarda il ricovero delle donne in ospedale, la seconda causa è la violenza sessuale: ben un caso ogni venti. “La violenza viene più spesso (88% dei casi) compiuta a mani nude o con violenza fisica, senza uso di strumenti d’offesa” precisa.

    Violenza sulle donne, le conseguenze: un trauma paragonabile alle vittime dei grandi disastri

    Il progetto coordinato dall’Iss ha anche specificato le conseguenze post trauma delle donne che hanno subìto violenza. A 3 mesi dalla dimissione ospedaliera, è stato rilevato che il 67,5% era affetto da patologia mentale di stress da disordine post-traumatico. Un dato sconcertante che è stato paragonato a quello delle vittime di grandi disastri, compresi attentati terroristici, anzi in alcuni casi con una prevalenza della malattia superiore di oltre 5 volte.

    Per questo risulta di fondamentale importanza il trattamento psicologico riservato alle donne dopo che sono state medicate. Esiste una rete di servizi socio-assistenziali capillare, che segue la donna nel suo percorso post violenza, capace di interagire, dialogare e scambiare efficaci prassi metodologiche: “La rete è un modo per garantire alla donna supporto e protezione” afferma Eloise Longo, coordinatrice del progetto Revamp . “E’ un modo per far emergere il fenomeno della violenza e sconfiggere il senso di isolamento e solitudine che circonda le donne” prosegue. Un aspetto da tenere assolutamente in considerazione, visto che nonostante la rete di aiuti e i centri antiviolenza esistenti su tutto il territorio, ancora oggi solo una donna su tre denuncerebbe la violenza.