Violenza sulle donne: la presidenza del Senato è vacante e la mozione salta [VIDEO]

Violenza sulle donne: la presidenza del Senato è vacante e la mozione salta [VIDEO]
da in Cronaca, Violenza sulle donne
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    Ci sono mille motivi per restare disgustati dalla nostra classe politica. Ma quando un tema come la violenza sulle donne – diciamo pure molto più importante di tante delle questioni “tecniche” di cui si discute normalmente in Parlamento – viene “dribblato” perché il Senato della Repubblica italiana ha la presidenza vacante, allora viene davvero di voglia di andare in strada a fare la rivoluzione. Di cosa stiamo parlando? E’ presto detto: nel pomeriggio del 20 settembre 2012 (segnatevi la data, perché pare fosse la prima volta che accadeva) nell’Aula del Senato è in programma la discussione di alcune mozioni contro la violenza sulle donne. Come saprete, perché i lavori parlamentari si avvicendino in modo regolare, è necessario che ci sia sempre un esponente politico-istituzionale che ricopra il ruolo di presidente.

    Ebbene, dopo il turno di Emma Bonino, poco prima che arrivasse il momento di affrontare il delicato tema della violenza sulle le donne, sullo scranno presidenziale era seduta la vicepresidente Rosy Mauro (sfiduciata dal suo gruppo, la Lega, ma che per ragioni tecniche non può dimettersi), la quale, però, doveva andare via prima perché aveva un aereo da prendere. A proposito di aerei, anche colui che avrebbe dovuto sostituirla, il deputato Domenico Nania (PDL), causa ritardi nel suo volo, non arriva in tempo, lasciando così vacante la poltrona. E allora? Allora, nulla. La violenza sulle donne, e relative mozioni, non trovano posto nell’agenda dei lavori.

    Rimandate a data da destinarsi. La cosa, naturalmente, oltre che indignare noi, ha fatto infuriare anche qualche senatore (per fortuna), costringendo Renato Schifani (arrivato dopo circa mezz’ora dall’increscioso episodio, di corsa) ad affermare che: “L’interruzione dei lavori di un’aula parlamentare, per l’assenza di chi la deve presiedere, è un fatto increscioso”, e che si sarebbe impegnato a : “acquisire tutti i dati necessari a una corretta informazione su quanto accaduto”. Noi ci auguriamo che a queste intenzioni seguano i fatti.

    Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato per il PD, ha vivacemente protestato contro questo vergognoso stop: “È inaccettabile che i lavori di un’aula si fermino perché chi deve presiedere i lavori lascia il suo posto perché ritiene un impegno, pubblico o privato che sia, più importante del presiedere l’aula. Sarebbe inaccettabile in un paesino di campagna, ma questo è addirittura il Parlamento della Repubblica”. Come si sono giustificati i “responsabili” di questo disguido? Il senatore Nania ha scaricato le “colpe” addirittura sul Ministro dei Trasporti: “Se c’è da far reclamo prendetevela con il Ministero dei Trasporti. Dovevo partire da Catania alle 9.15 e arrivare a Roma alle 10.15. Il volo è invece atterrato nella capitale alle 11.40.

    Alle 12:20 sono arrivato in Senato e mi hanno detto quello che era accaduto.

    Io comunque avevo avvisato del ritardo dell’aereo”. Permetteteci un semplice e ovvio commento: questi signori vengono eletti da noi, sovrano popolo italiano, per discutere e far approvare le leggi che poi tutti saremo tenuti a rispettare. Questo è il loro lavoro, vengono pagati per questo, è il loro primo e principale impegno per il tempo della legislatura.

    Ora, che il deputato Nania non preveda di prenotare i suoi voli con un margine di tempo tale che sia sicuro di poter essere seduto là, in Parlamento, a svolgere il compito che si è assunto davanti ai suoi elettori, in perfetto orario, è, per quanto ci riguarda, inaccettabile. E’ una cosa che qualunque professionista fa. Ci si organizza mettendo sempre in contro tutti i possibili ritardi, in modo da non perdere ore di lavoro preziose. O ci sbagliamo, forse? Quali sono le priorità di questi signori? A tal proposito, noi ci ricordiamo i tempi in cui a scuola restavamo fuori dal portone per un ritardo di 15 minuti provocato dal solito tilt dei mezzi pubblici. Non era una buona “scusa”, ci dicevano. Se non lo era per degli studenti di 15 anni, può esserlo per dei parlamentari della Repubblica italiana?

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Venerdì 21/09/2012 09:08
     
     
     
     
     
     
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