Natale 2016

Violenza sulle donne: indiano uccide la moglie incinta perché “troppo occidentale”

Violenza sulle donne: indiano uccide la moglie incinta perché “troppo occidentale”
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    Kaur Balwinde, aveva 27 anni ed era incinta di 3 mesi, ed è l’ennesima vittima della violenza sulle donne. Un crimine atroce, di una crudeltà e una insensatezza inaudite, perpetrato da un marito (indiano, in questo caso) per il motivo più “classico” di sempre quando si parla di atti violenti commessi da mano maschile sulla compagna di vita: la gelosia. Certo, stavolta travestita da motivazioni di carattere etnico-religioso. La sua Kaur vestiva troppo “all’occidentale”, secondo Singhji Kulbir, 36 anni e un lavoro presso un’azienda agricola di Fiorenzuola D’Arda (Piacenza), questa la motivazione che l’uomo ha dato alle forze dell’ordine per giustificarsi. E’ nutrita la comunità indiana in questa zona d’Italia, nessuno come loro è abile nella cura del bestiame, grazie alla loro straordinaria e millenaria tradizione.

    Una comunità benvoluta e ben inserita nel tessuto sociale, ma ci sono sempre le eccezioni, in cui a far le spese di una mal tollerata integrazione sono quasi sempre le donne. Loro sì, vorrebbero abbracciare la nuova cultura, aprirsi, sperimentare, senza snaturarsi ma con quel tipico approccio femminile curioso, di chi vuol conoscere e comprendere, tanto più logico in una giovane mamma. La coppia abitava a Fiorenzuola con un bambino di 5 anni, e non aveva mai avuto problemi nella comunità locale, tanto più che la famiglia d’origine di Kaur è ben conosciuta in zona perché vi abita da oltre 20 anni.

    Che cosa sarà improvvisamente scattato nella mente di Singhji Kulbir, per aver colpito a morte, strangolandola, la donna che, presumiamo, amava, da cui stava per avere un altro figlio? Domande senza risposte, quesiti che si perdono nelle tenebre dell’animo umano. La ragazza forse stava adottando costumi troppo emancipati, sebbene casalinga, infatti, ultimamente si dava da fare con qualche lavoretto a pagamento, e le altre mamme della zona le si erano affezionate molto.

    Non a caso, quando si diffusero le prime notizie sulla scomparsa della donna, due settimane fa, un comitato di mamme si mobilitò subito per il ritrovamento.

    Insomma, davvero poteva essere una bella storia di integrazione, e invece si è tramutato in un dramma feroce, che ha privato una giovane donna della vita e del futuro, un bambino della sua mamma, e una piccola vita della possibilità di vedere la luce. Il corpo di Kaur Balwinde è stato ritrovato da due ragazzi che facevano una passeggiata lungo l’argine di San Nazzaro, infatti il marito, dopo averla uccisa, aveva fatto scomparire il cadavere gettandolo nel Po.

    Non ne possiamo più di pubblicare notizie di questa fatta, non ne possiamo più, in generale, di storie di ordinaria violenza sulle, contro le donne. E’ davvero ora che la popolazione maschile, di qualunque etnia, origine, provenienza, religione, estrazione sociale eccetera, scavi dentro si sé e identifichi il “mostro” che spinge uomini “normali” ad accanirsi contro quelle donne che pure sostengono di amare. Chi, o cosa, alimenta questa lotta assurda tra generi?

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