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Violenza sulle donne, coraggiosa cantante pakistana uccisa dai talebani [VIDEO]

Violenza sulle donne, coraggiosa cantante pakistana uccisa dai talebani [VIDEO]
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    Non è un argomento che ci piace affrontare, ma poiché denunciare i casi di violenza sulle donne, di qualunque tipo siano e in qualunque parte del mondo vengano perpetrati è forse l’unico mezzo per sensibilizzare le coscienze sull’importanza di vigilare anche laddove, apparentemente, esistano tutele e i diritti vengano riconosciuti, ne parliamo ogni volta che possiamo. Ci spostiamo perciò in Pakistan, un Paese tanto bello e ricco di storia quanto lacerato dalla guerra che i talebani hanno dichiarato a qualunque forma di modernizzazione. E come sempre in questi casi, sono spesso le donne a farne le spese.

    Donne coraggiose, che cercano di spezzare i vincoli mortali della tradizione più barbara, che le vorrebbe schiave nelle proprie case, vittime di violenze e soprusi di ogni tipo, mostrando un modo diverso di vivere, anche attraverso la propria realizzazione professionale o artistica. Vi raccontiamo la storia emblematica di Ghazala Javed.

    Ghazala Javed era una cantante, una giovane interprete di musica tradizionale pakistana in lingua pasthu. Proveniva dalla Valle dello Swat, nella zona nord-occidentale del Paese, e aveva un grande talento, oltre ad una bellezza davvero notevole. Queste qualità le avevano permesso di diventare una star dello showbiz varcando i confini del Pakistan, i suoi dischi che parlavano di pace, vendevano in tutto il Medio Oriente, i suoi video contavano migliaia di visualizzazioni su YouTube, e Facebook era il canale grazie al quale i suoi oltre 8mila contatti potevano esprimerle ammirazione e affetto incondizionato. Quale brillante carriera si sarebbe potuta aprire davanti a Ghazala, se solo avesse avuto il tempo per poterlo sperimentare? Non lo sapremo mai.

    Questa ragazza di poco più di 20 anni, bellissima, talentuosa, coraggiosa, era infatti stata costretta a lasciare la sua regione d’origine, la Valle dello Swat, tre anni fa, per le minacce di morte dei talebani, evidentemente poco dotati di sensibilità artistica ma mossi dall’odio insensato e selvaggio verso qualunque forma di emancipazione femminile. Ma Ghazala aveva una freccia al suo arco, importantissima: il sostegno della sua famiglia, e del padre in particolare. L’anno scorso la ragazza, trasferitasi a Peshawar, si era sposata, ma dato che i parenti del suo sposo voleva imporle di smettere con la carriera musicale, ribellatasi, e con il sostegno paterno, si era separata.

    Il triste epilogo della storia di Ghazala Javed l’avete già intuito.

    La cantante è stata barbaramente uccisa, insieme al suo troppo illuminato padre, anche se le versioni su come sia avvenuto il duplice omicidio sono discordanti. Secondo la sorella di Ghazala, infatti, i due sarebbero stati ammazzati in casa, dopo un’irruzione di un gruppo di talebani, mentre secondo la polizia locale, il crimine sarebbe avvenuto addirittura in un mercato, il Dabgari Bazaar di Peshawar, a seguito di un agguato. Sei colpi di pistola hanno freddato Ghazala, raggiunto mortalmente suo padre, e spento per sempre la sua bella voce.

    Tra i sospettati, oltre ai fondamentalisti islamici, anche l’ex marito della donna. Chiunque sia stato, il movente è piuttosto chiaro, se Ghazala, con le sue canzoni, con il suo stile di vita, con il suo enorme successo, poteva influenzare altre donne e sensibilizzare tanti uomini, specialmente giovani, non poteva che essere fatta fuori. Troppo alto il rischio di confondere la mente dei più fragili, far intravedere loro un orizzonte possibile di una società più equilibrata e pacifica, in cui nascere donna non sia sinonimo di disgrazia, ma di speranza, e bellezza per il mondo. Godetevi il video di Ghazala, e diffondetelo.

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