Violenza sulle donne: arriva la campagna shock di sensibilizzazione [FOTO+VIDEO]

Violenza sulle donne: arriva la campagna shock di sensibilizzazione [FOTO+VIDEO]
da in Uomini, Violenza sulle donne
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    La violenza sulle donne è purtroppo ancora una piaga terribile in tutto il mondo: sono ancora troppe le donne e le ragazze che giornalmente vengono vessate con violenze fisiche e psicologiche da mariti, padri, compagni e amanti, tutti uomini che le dovrebbero proteggere e che invece arrivano a togliere loro la vita. Arriva proprio in questi giorni una campagna shock per denunciare questa tragedia, che fortunatamente è sempre meno silenziosa. Il video si chiama “Una foto al giorno nell’anno peggiore della mia vita”, scelto e diffuso dal servizio pubblico croato come spot per una campagna contro la violenza sulle donne.

    Aggiornamento del 25/03/2013
    Nel video si vede una bellissima ragazza che ogni giorno, per un anno intero, ha deciso di scattarsi una foto in primo piano, unendole poi in un video che mostra come la violenza di un uomo possa distruggere il volto e la dignità. La serie di foto, in cui appaiono evidenti i segni di percosse, si schiude con l’appello “Aiutami, non so se arriverò a domani”. Una campagna già definita shock che, se non riuscirà a sensibilizzare gli uomini più violenti, potrà almeno tentare di spronare le donne vittime a denunciare i loro aguzzini.

    violenza sulle donne nel 2012
    Sono 120 le donne uccise nel 2012 in Italia ma le vittime di violenze sono incalcolabili. Carmela, Antonella, Francesca, Melania e Edyta erano mamme, mogli, fidanzate e amiche, tutte uccise da uomini che nella gran parte dei casi vivevano con loro o che semplicemente non accettavano la fine di un amore. Un amore malato che viveva di possesso: le vittime sono sempre loro, le donne, tradite proprio da chi avrebbe dovuto proteggerle. Un vero e proprio femminicidio, che conferma, dati alla mano, come in Italia la violenza domestica sia la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni.

    violenza donne ricordo
    Una vera tragedia, la piaga sociale dei giorni nostri: i dati parlano di cifre impressionanti. Una donna ogni due giorni e mezzo viene ammazzata tra le mura domestiche o comunque da persone di cui avrebbe dovuto fidarsi. Ex mariti, fidanzati, ex amanti gelosi che considerano la donna come un oggetto e, quando non possono averla, decidono di buttarla, proprio come un giocattolo rotto. Ne danno notizia i Tg e la carta stampata, ma evidentemente non basta. I dati 2012 di Telefono Rosa parlano chiaro: nell’anno appena trascorso le violenze domestiche sono state pari all’85%, con un aumento del 3% rispetto al 2011. 120 donne uccise nell’anno appena passato e ben 74 hanno trovato la morte per mano di un marito, un fidanzato o un ex. Piccoli passi sono stati fatti ma ancora non basta. La mentalità maschile maschilista è profondamente radicata nel nostro paese e spesso avvallata anche da altre donne, madri o sorelle, di chi poi usa violenza. Un’escalation assurda che nel 2012 ha visto il suo apice: anche i dati dell’Istat confermano l’aumento del il tasso di omicidi in ambito familiare. “È una mattanza che non può più essere possibile in un Paese civile”, dice Maria Gabriella Carnieri, presidente di Telefono Rosa. “Non c’è una risposta adeguata a questa crescita inaudita di dati relativi alla violenza sulle donne”. Aumenta anche la percentuale dei figli che giornalmente sono costretti ad assistere alle violenze casalinghe contro le madri: dal 75% del 2011 all’81% di quest’anno.

    “Si tratta di un dato – dicono da Telefono Rosa – che dà immenso dolore e tristezza”. Ricordiamo infine che anche per le violenze carnali la situazione non cambia: il 69,7% degli stupri sono commessi dal partner, il 17,4% da un conoscente e solo il 6,2% da estranei.

    violenza sulle donne francesca alleruzzo
    Edyta Kozakiewcz, 39 anni, aveva una fidanzato che l’ha picchiata fino ad ucciderla. E’ stata ritrovata nuda, sotto il letto e morta in seguito alle violenze. Carmela Petruzzi amava la sorella che ha tentato di difendere dall’aggressione furiosa dell’ex fidanzato Samuele Caruso che non accettava la fine della relazione. Carmela è morta, sgozzata, nell’androne di casa. Antonella Riotino, 20 anni, è stata invece uccisa dal fidanzato di 18 anni proprio mentre lei lo stava lasciando ma anche Vincenzina Scorzo, di 56 anni, accoltellata otto volte dal marito durante una discussione. Voleva ricominciare una nuova vita lontana da quel marito violento Francesca Alleruzzo, 44 anni, che ha invece trovato la morte proprio per mano dell’uomo che le è stato accanto per anni e che ha anche ucciso la figlia, Chiara Matalone, 19 anni. Sei figli e una vita di violenze per Enzina Cappuccio che aveva 34 anni: è stata strangolata e trovata morta con segni di bruciature di sigarette e lividi. Moriva il 18 aprile del 2011 ma la sentenza è arrivata qualche giorno fa: Melania Rea è stata uccida dal marito, Salvatore Parolisi, per un rapporto sessuale negato. Nello stesso anno il corpo senza vita della giovanissima Yara Gambirasio veniva abbandonato in un prato, a Chignolo d’Isola nella bergamasca e fu ritrovato poi nel febbraio del 2012. Il suo assassino ad oggi non ha ancora un nome. La loro colpa? Essere donne. Non amare più l’uomo che le voleva possedere, avere deciso finalmente di esprimere la loro opinione o semplicemente essere carine e possibili “prede” le ha rese vittime agli occhi dei loro feroci assassini.

    P.zza Montecitorio   Flash mob contro la violenza sulle donne
    Qualcosa però si sta muovendo: il presidente Napolitano ha accolto con un plauso la convenzione “No more” (www.nomoreviolenza.it) presentata il 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, in cui gruppi trasversali di associazioni di donne (tra cui Udi, Giulia-l’associazione delle giornaliste, Usciamo dal silenzio, Arci, la Casa Internazionale delle donne) e cittadini hanno chiesto a gran voce alle istituzioni e alla politica gesti concreti. Il primo è l’adeguamento agli standard internazionali, per cui l’Italia è stata anche richiamata dall’Onu poi ci sono le pene più severe ma la cosa più importante è certamente la prevenzione. Tantissime anche le donne dello spettacolo che hanno appoggiato l’iniziativa, come Anna Bonaiuto, Paola Cortellesi, Micaela Ramazzotti, Isabella Ragonese, Elisa, Sonia Bergamasco, Iaia Forte, Malika Ayane, Susanna Camusso, Lilli Gruber , Serena Dandini e Concita De Gregorio.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN UominiViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Lunedì 25/03/2013 16:21
     
     
     
     
     
     
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