Violenza sui bambini, nuovo caso in India: bambina stuprata e impiccata

Violenza sui bambini, nuovo caso in India: bambina stuprata e impiccata
da in Cronaca, Violenza sulle donne
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    Violenza in India

    Non si ferma la violenza sui bambini. Un nuovo caso in India: una bambina è stata stuprata e impiccata ad un albero. A soli 8 anni la piccola è rimasta vittima nel suo villaggio del West Bengala. Prima dell’arrivo della Polizia, tre uomini sospettati dell’omicidio sono stati linciati dalla folla. Uno di loro, il santone del villaggio, è deceduto all’ospedale. Il delitto ricorda un’altra tragedia, quella delle due cuginette di 14 e 15 anni, trovate appese ad un albero dopo lo stupro e delle decine di altri casi di violenza sulle bambine.

    La scomparsa della bambina risale a mercoledì sera quando alla piccola era stato chiesto di uscire di casa per acquistare del riso per la cena. Non vedendola tornare, i genitori hanno subito lanciato l’allarme. Sono iniziate immediatamente le ricerche, concentrate soprattutto attorno ad uno stagno dove si presumeva che fosse caduta. La macabra scoperta è stata fatta il giorno dopo, a poca distanza da casa sua. A soli 200 metri dall’abitazione, il suo corpo senza vita era legato ad un albero per mezzo di una cintura.

    Sul corpo della piccola sono stati ritrovati i segni delle ferite e della violenza sessuale. Appena la famiglia ha appreso del ritrovamento della bambina, ha subito concentrato i sospetti dell’omicidio su una persona del villaggio, una sorta di mago guaritore. Una folla inferocita si è recata presso la sua abitazione. Qui l’uomo ha tentato di scappare ma è stato fermato e linciato. Lo hanno picchiato insieme ad altri due uomini, considerati suoi complici nel delitto. I parenti della bambina si sono accaniti sui tre fino all’arrivo della Polizia. La famiglia della piccola pare fosse coinvolta in una disputa relativa alla proprietà di alcuni terreni. Sulla base di queste circostanze, il delitto potrebbe essere stato commesso per ritorsione.

    6/05/2014

    Violenza sui bambini: si verifica un nuovo caso in India dove una 12enne è stata stuprata in Chiesa da un sacerdote. Per l’ennesimo volta a balzare agli onori della cronaca è lo stato indiano: qui, un prete cattolico, avrebbe violentato più volte una ragazzina dopo averla attirata in sagrestia con un pretesto. La scusa era di provare gli abiti di Prima comunione. La vicenda è accaduta in Kerala e ha scosso enormemente la diocesi di Thrissur, dove i cattolici rappresentano il 10% della popolazione.

    Il sacerdote che avrebbe stuprato la bambina ha 44 anni. Il suo nome è Raju Kokken e dopo la denuncia da parte della mamma della vittima, aveva fatto perdere le sue tracce. La polizia lo ha tratto in arresto dopo averlo rintracciato a casa di un parente. La vicenda è avvenuta il 25 aprile nella chiesa di San Paolo nella cittadina di Thaikkattussery. In base alla ricostruzione fatta dagli agenti, il prete, avrebbe fatto violenza sulla ragazza in tre occasioni. Per la madre, l’uomo avrebbe costretto la piccola a denudarsi e poi l’avrebbe ripresa con la macchina fotografica. Il prete si trova ora in stato custodia cautelare con l’accusa di violenza su minore, pedofilia e diffusione di materiale pornografico. E la diocesi di Thrissur lo ha sospeso dal servizio.

    Quella degli stupri ai danni delle bambine è diventata quasi un’atroce consuetudine nel Paese, segno di un problema molto lontano dalla risoluzione. Solo a gennaio l’India faceva parlare ancora di sé per il caso della ragazzina 12enne stuprata per due volte e bruciata viva. Le turpi violenze contro le più piccole non hanno risparmiato neppure una bambina di 4 anni, morta dopo lo stupro avvenuto nel luglio del 2013. In quel caso, gli uomini che l’avevano invitata a seguirli, avevano usato la cioccolata come pretesto.

    I casi di violenza sulle piccole sono purtroppo numerosi in tutto il mondo dove è ancora molto diffuso anche il fenomeno delle spose bambine. Restringendo il campo alla sola India, i numeri sono sconvolgenti: ben il 46% delle donne si sposa prima della maggiore età, nonostante i matrimoni infantili siano illegali dal 2006. Le nozze con minorenni sono all’ordine del giorno, così come le punizioni corporali, le violenze sulle donne perpetrate anche davanti ai bambini e il precoce abbandono scolastico. Per questo è partita il 17 marzo la campagna CIAI contro questa piaga sociale: si prefigge di sensibilizzare l’opinione pubblica verso la tutela dei diritti infantili.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CronacaViolenza sulle donne Ultimo aggiornamento: Lunedì 28/07/2014 08:32
     
     
     
     
     
     
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