Natale 2016

Violenza sessuale nei campus Usa: nuova legge in California

Violenza sessuale nei campus Usa: nuova legge in California
da in Violenza sulle donne
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    violenza sessuale contro le studentesse

    La violenza sessuale nei campus universitari Usa, una tematica più spinosa di quanto si creda, soprattutto negli Stati Uniti, dove, secondo i risultati di una recente indagine una studentessa su cinque è vittima di una qualche forma di abuso. Per questo è in arrivo una nuova legge in California, per proteggere le ragazze ma anche per dare una lezione alle università, che stando alle numerose denunce delle studentesse tendono a occultare violenze e stupri avvenuti nei campus.

    Niente più mezze verità o tentativi di occultare le verità più scabrose. Il consenso prima del rapporto sessuale deve essere “affermativo, cosciente e volontario”. Ecco quanto stabilito dall nuova legge proposta dal senatore democratico dello stato californiano Kevin De Leon. Più che una conquista sembrerebbe un’ovvietà, cioè che se non c’è il consenso il rapporto sessuale si trasforma in abuso. E, invece, no. Almeno fino a ora. Da oggi in poi nei campus californiani e forse presto anche negli atenei del resto del Paese, si cambia musica.

    I ruoli e i giochi di forza, soprattutto per quanto riguarda l’onere della prova, sembrano essere cambiati o, meglio, ribaltati. Da “no significa no”, rifiuto esplicito che la vittima doveva provare di aver detto prima del presunto abuso al “sì significa sì” consenso che ora è necessario esprimere per non configurare l’ipotesi di reato.

    Non a caso, infatti, la legge del senatore democratico è stata ribattezzata quello dello “Yes means Yes”.

    La nuova legge vuole che i rapporti sessuali, soprattutto all’interno dei campus universitari ma non solo, siano davvero consensuali e che le ragazze, quando diventano vittime di una qualsiasi forma di abuso, siano riconosciute come tali, che i dirigenti dell’ateneo puniscano i colpevoli li assicurino alla giustizia, e che a loro siano garantite assistenza e cure. Verità, giustizia, il tutto, se possibile, alla luce del sole. Perché troppo spesso fino a ora le grandi università Usa, un po’ per paura di perdere il loro prestigio un po’ per omertà, hanno tentato di nascondere i casi di violenza.

    A portare questa triste realtà sotto le luci della ribalta le denunce di alcune studentesse coraggiose, vittime di abusi e violenza che non hanno abbassato lo sguardo e la testa, ma hanno deciso di denunciare i loro aggressori e, poi, anche le loro università che non le hanno protette e ascoltate come avrebbero dovuto. Dalle due ragazze che hanno fatto causa all’Università della Carolina del Nord, fino al gruppo di studentesse che si sono battute contro la prestigiosa Columbia University. Per arrivare al simbolo, forse, di questa lotta al femminile a stelle e strisce, Emma Sulkowicz, vittima di violenza che, per protesta, ha portato in giro per le aule del suo campus, armata di materasso, una performance artistica sulla sua storia.

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