Violenza sessuale nei bagni di un locale: carabiniere condannato a 6 anni e mezzo di carcere

I fatti contestati risalgono al 2012, vittima una ragazza di 20 anni che aveva denunciato di essere stata stuprata dal militare dopo una serata con alcuni amici in un locale del Modenese. Stabilita una provvisionale all'Unione donne italiane, costituitasi parte civile nel processo.

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    Violenza sessuale nei bagni di un locale: carabiniere condannato a 6 anni e mezzo di carcere

    Un carabiniere 42enne è stato condannato a 6 anni e mezzo di carcere per violenza sessuale. A denunciare lo stupro, che sarebbe avvenuto nel 2012, una ragazza allora 20enne che aveva dichiarato di essere stata violentata nei bagni di un locale nel Modenese. La tesi difensiva era quella di un rapporto consenziente. La condanna arriva dopo l’analisi sugli sms.

    Accusato di stupro da una 20enne: Udi parte civile

    Il militare, in servizio in provincia di Modena, era stato accusato dalla giovane nel 2012, dopo che l’uomo l’avrebbe stuprata nei bagni di un locale. La ragazza aveva deciso di sporgere formale denuncia grazie al supporto delle amiche, e le indagini sono finite nelle mani della squadra mobile della polizia.

    A processo si era costituita parte civile l’Udi (Unione donne italiane), per cui è stata disposta una provvisionale di 10mila euro. Il pm aveva chiesto una condanna a 6 anni, ma la Corte d’Assise ha stabilito 6 anni e mezzo di reclusione.

    “E’ una condanna importantissima dal punto di vista simbolico” ha dichiarato all’Adnkronos la presidente dell’Udi di Modena, Serena Ballista, sottolineando la soddisfazione per la sentenza.

    I legali del militare annunciano il ricorso in appello dopo la condanna in primo grado

    I difensori del militare, tuttora in servizio nell’Arma, hanno annunciato il ricorso in appello. La condanna in primo grado è arrivata al termine di un processo in cui sui banchi dei testimoni hanno sfilato anche le amiche della presunta vittima, le quali hanno sostenuto che la stessa si trovasse in uno stato di visibile shock subito dopo i fatti. Nei confronti della ragazza, a sua volta costituitasi parte civile, è stata stabilita una provvisionale di 20mila euro.