Via col vento: Rossella O’Hara, la verità su Vivien Leigh

Via col vento: Rossella O’Hara, la verità su Vivien Leigh
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    C’è un posto dove vorrei trasferirmi: si tratta del Cinema CNN6 Centre di Atlanta negli Stati Uniti dove, ogni giorno, dal 1939, proiettano il kolossal “Via col Vento”.
    Il film più famoso di tutti i tempi compie quest’anno 70 anni. L’indimenticabile protagonista femminile, bellissima e amata dal pubblico, nascondeva però un segreto.


    Vivien Leigh (il suo vero nome era Vivian Mary Hartley) era l’attrice che interpretò nel 1939, all’età di 26 anni, Rossella O’Hara in “Via col Vento“, ruolo che la rese indimenticabile.
    Chi di noi non ha sognato ad occhi aperti quando Rossella baciava appassionatamente l’affascinante Rhett Butler (Clark Gable), indossando abiti di scena vaporosi e pieni di voulants?

    Rossella aveva un carattere forte, ribelle, indomabile, era capricciosa e testarda; Vivien riuscì ad interpretare in maniera perfetta la parte, tanto da guadagnarsi uno degli 8 Oscar che il film si aggiudicò.
    Oltre ad essere considerata la migliore attrice inglese di tutta la storia del cinema, divenne un mito sia per il pubblico che per la critica.

    Vivien però, nonostante la sua straordinaria bravura, non recitò in molte pellicole cinematografiche: amava il teatro, dove debuttò a soli 3 anni, ma c’era un motivo, a quei tempi conosciuto da pochi, che la teneva lontana dai set.

    Vivien Leigh soffriva di disturbo bipolare, una patologia mentale chiamata anche psicosi maniaco-depressiva.
    Il suo umore cambiava continuamente, alternando momenti di acuta depressione a momenti di euforia esagerata, in cui l’attrice perdeva totalmente il controllo.
    La diva dagli occhi verdi si trasformava a volte in una donna volgare, ninfomane e soggetta ad attacchi di isteria.

    Vivien si sposò a soli 18 anni ed ebbe una figlia, Suzanne. La donna, però, era troppo irrequieta ed instabile per accontentarsi della vita matrimoniale; non si sentiva neppure una brava madre. Conobbe il grande amore della sua vita, l’attore inglese Laurence Olivier, nel 1935.
    I due andarono a vivere insieme, nonostante fossero entrambi sposati con altre persone. Convolarono a nozze nel 1940, dopo aver ottenuto i rispettivi divorzi.

    Vivien e Laurence recitarono insieme in “Elisabetta d’Inghilterra” e in un altro film storico “Il grande ammiraglio”; Vivien avrebbe voluto affiancare il compagno anche in altre pellicole, “Cime Tempestose”, “Orgoglio e Pregiudizio”, “Rebecca, la prima moglie”, ma le furono sempre preferite altre attrici.
    Nel film “Il Ponte di Waterloo”, dove Vivien era la protagonista, invece del marito fu scelto Robert Taylor.

    I disturbi di Vivien erano molto frequenti e spesso le impedivano di lavorare; tradiva ripetutamente il marito, ma non solo, era sempre più vittima di violenti attacchi isterici nei suoi confronti. Il crollo avvenne dopo aver interpretato la parte di Blanche Dubois nel film “Un tram che si chiama desiderio”, di cui fu protagonista anche in una versione teatrale.

    Recitò a fianco di Marlon Brando, e vinse il suo secondo Oscar, ma precipitò sempre più verso la follia. Si immedesimò così tanto nella parte di Blanche, da non essere più in grado di riconoscere la realtà dalla finzione, e, così come accadde alla protagonista del film, anche Vivien finì in una clinica psichiatrica, dove rimase per un lungo periodo.

    Laurence e Vivien divorziarono nel 1960; Vivien morì di tubercolosi, una malattia di cui soffriva da 20 anni, ma che aveva sempre rifiutato di curare. Era il 7 luglio del 1967; i medici che l’avevano in cura le domandarono poco prima della sua morte se si ricordava il suo nome. Vivien disse di chiamarsi Blanche Dubois.

    Laurence Olivier, trent’anni prima, aveva detto di lei:
    “Era seducente e nel modo più perturbante che avessi mai incontrato. Forse era per via di quello strano, quasi commovente lampo di dignità che c’era in lei, e che rendeva schiava l’ardente schiera dei suoi ammiratori”

    A noi, romantiche incallite, che abbiamo visto “Via col Vento” almeno una decina di volte, piace ricordarla nei panni della splendida Rossella O’Hara, mentre pronuncia le famose parole “Ci penserò domani, dopotutto domani è un altro giorno”.

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