Vent’anni fa Lorena Bobbitt evirava il marito divenendo un’icona femminista

Vent’anni fa Lorena Bobbitt evirava il marito divenendo un’icona femminista
da in Cronaca
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    Vent’anni fa Lorena Bobbitt evirava il marito divenendo un’icona femminista. L’incubo di tutti i maschi, vedersi privati del simbolo stesso della virilità, oltretutto per mano della propria compagna, vent’anni fa divenne realtà. Nella notte del 23 giugno 1993 l’estetista 23enne Lorena Bobbitt tagliò di netto il pene del marito John Wayne Bobbitt durante il sonno. Un gesto estremo di cui non si sono mai chiarite bene le dinamiche, ma che ha portato alla ribalta in chiave femminista questo controverso caso di violenza.

    Lei si chiama Lorena Gallo in Bobbitt, estetista ecuadoriana di 23 anni sposata con un ex Marine, John Wayne Bobbitt. Nella notte del 23 giugno 1993, nella loro villa di Manassas (Virginia), la giovane donna raggiunge il compagno durante il sonno e gli taglia il pene di netto, con un coltello da cucina. Fugge da casa in auto portandosi appresso il membro sanguinolento, apre il finestrino e lo getta tra gli sterpi. John Wayne nel frattempo raggiunge l’ospedale più vicino, in preda a lancinanti dolori. Parte subito la caccia al pene, ma è Lorena stessa a contattare le forze dell’ordine, confessando il proprio misfatto e il luogo dove lo ha gettato.

    Il membro è salvo, l’onore anche. Dopo un intervento chirurgico durato nove ore e mezzo, l’ex Marine riacquista la propria virilità, assurgendo addirittura al ruolo di protagonista in un paio di film erotici. La cara mogliettina in un primo momento giustifica la sconsiderata azione di violenza sugli uomini accusando il marito di egoismo, non l’appagava a sufficienza. In un secondo tempo lo incolpa di violenza sessuale… chissà! Il caso fa il giro del mondo, ma entrambi i coniugi finiscono per essere assolti.

    Lei per infermità mentale, lui perché i fatti non sussistono.

    Il caso Bobbitt non ha mai smesso di far parlare di sé, anzitutto per il suo valore simbolico. L’immagine archetipica della donna che castra il marito è di forte impatto sull’immaginario collettivo, capovolgendo di netto l’equilibrio di poteri tra i sessi. Forse per questo Lorena Bobbitt si è attratta nel tempo le simpatie femministe, al di là della gravità del gesto. Col senno di poi, la valutazione oggettiva del caso rivela evidenti squilibri psichici in entrambi i coniugi, che difatti hanno avuto ulteriori problemi con la giustizia. A distanza di tempo non si è spenta la valenza simbolica di questa vicenda, nonostante il verdetto definitivo sia di condanna. La violenza sugli uomini non merita sconti, al pari di quella femminile.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Lunedì 23/06/2014 15:57
     
     
     
     
     
     
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