Vedersi brutti è un’anomalia del cervello

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    Vedersi brutti è un’anomalia del cervello che nei casi più gravi ci fa vivere la vita in modo ossessivo, fino a farci diventare degli amici affezionati del chirurgo estetico, ovviamente sono casi limite, ma questa cosa la dice lunga sul nostro vederci malissimo allo specchio soprattutto in certe giornatacce. La malattia in questione si chiama dismorfofobia o disturbo dismorfico corporeo. Gli psichiatri Jamie Feusner della David Geffen School of Medicine, presso l’Università di Los Angeles hanno capito che il cervello elabora l’immagine in modo alterato.

    Le persone che sono effettivamente affette da dismorfofobia sono circa l’1-2% della popolazione mondiale, non è solo un vedersi brutto, è una patologia talmente grave che la maggior parte di queste persone tenta addirittura il suicidio.

    La dismorfofobia ha radici profonde e si arriva a fissarsi in modo ossessivo su una parte del corpo, tanto da ricorrere alla chirurgia estetica per eliminarlo, per poi fissarsi su un nuovo bersaglio, e così si ricomincia.

    Tramite una risonanza magnetica è stato studiato il meccanismo di reazione del cervello, in pratica sono stati analizzati 34 volontari, 17 affetti da dismorfofobia e 17 sani, sono stati messi davanti ad uno schermo e sono state proposte immagini di attori famosi e foto di loro stessi, nei pazienti con dismorfofobia il cervello dava messaggi anomali.

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