Vanessa e Greta rientrate finalmente a casa [FOTO]

Vanessa e Greta rientrate finalmente a casa [FOTO]
da in Cronaca
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    Vanessa e Greta rientrate finalmente a casa. Le volontarie Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, vittime di rapimento in Siria, finalmente hanno fatto rientro a casa, dopo la recente liberazione. Le ragazze, entrambe vestite di nero con cappuccio in testa, sono state accolte presso l’aeroporto di Ciampino verso le 4 di questa notte, arrivate in Italia con un volo proveniente dalla Turchia della durata di 3 ore. Tra le persone presenti ad accoglierle anche Paolo Gentiloni, Ministro degli Esteri.

    Le due vittime di rapimento Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, dopo essere state liberate dai loro aguzzini, hanno fatto rientro a casa nella notte di ieri. Arrivate all’aeroporto di Ciampino intorno alle 4, sono state accolte dalle famiglie e dal Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. Le ragazze non hanno concesso interviste né saluti alla folla presente in loco, evidentemente provate per l’accaduto. Subito dopo l’arrivo si sono dirette nell’aeroporto militare insieme a Gentiloni.

    Il padre di Vanessa, Salvatore, ha dichiarato di essere in ansia per la figlia: «Il fatto che non siano in mano all’Isis per noi non è una smentita, perché mai avevamo avuto conferme ufficiali che lo fossero: dalla Farnesina l’unica cosa che continuano a ripeterci è che dobbiamo avere tanta pazienza». Ha ggiunto: «Finora quelle che girano sono solo notizie di stampa, di ufficiale e sicuro a noi non è stato comunicato nulla».

    Nelgli ultimi giorni si sono avvicendate delle versioni contrastanti sulla scomparsa. Mentre il quotidiano americano indicava la presenza di due donne italiane nelle mani dell’Isis, il giornale panarabo al Quds al Arabi, nei giorni scorsi aveva riferito che le due volontarie erano state rapite da un gruppo di ribelli che non ha contatti con l’organizzazione. Aggiungeva rassicurazioni sul loro stato di salute e dichiarava che verranno presto rilasciate. Al momento, l’unica certezza pare essere che delle due ragazze scomparse non si sa più nulla.

    Il quotidiano cita una fonte che avrebbe assicurato una immediata liberazione delle donne, «forse nelle prossime ore». Parla di un rapitore che «stava trattando con le autorità italiane per raggiungere un accordo su un riscatto». Si tratterebbe di un «membro di una brigata dell’opposizione siriana».

    21/08/2014

    Siria, due donne italiane sequestrate dall’Isis. Continuano i sequestri: nella zona tra Aleppo e Idlib, i militanti hanno preso in ostaggio quattro persone di origine straniera. Si tratta di due donne italiane, un danese e un giapponese. A rivelarlo è il Guardian. La vicenda farebbe salire ad oltre 20 il numero delle persone in mano ai militanti islamici. Gli ostaggi si troverebbero adesso a Raqqa, la roccaforte Isis nel nord della Siria. Non sono stati ancora diffusi i nomi delle persone sequestrate.

    Nell’edizione americana on line del quotidiano, non sono citati i nomi dei sequestrati.

    Non si evince con certezza se il riferimento è alle due donne italiane Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, scomparse alla fine di luglio. Il Guardian mette l’accento sul business prodotto dai rapimenti. Negli ultimi sei mesi, a seguito dei negoziati per la liberazione di dieci ostaggi, sono stati pagati lauti riscatti al termine di lunghi negoziati.

    Recentemente, Isis ha reso pubblico il video che mostra l’uccisione di James Foley, 40enne collaboratore di France Presse. Le immagini sono state pubblicate su internet con l’indicazione “Messaggio all’America”. Il giornalista freelance era stato rapito in Siria il 22 novermbre del 2012 ma si torna a parlare di lui per il video che riprende uno jihadista dal volto coperto che lo decapita di fronte alle telecamere. Dagli Usa arriva la conferma che si tratta di un video autentico. In un deserto, appare Foley in ginocchio, con indosso una tuta arancione. Accanto a lui un terrorista, interamente vestito di nero e dal volto coperto che lo uccide senza pietà. Prima della decapitazione, nel video vengono mostrate le scritte che spiegano come si tratti della prima risposta a Barack Obama per i raid aerei dei giorni precedenti conto l’Isis.

    07/08/2014
    Sono state rapite in Siria le due giovani volontarie italiane: Vanessa Marzullo, 21 anni di Brembate, e Greta Ramelli, 20 anni di Gavirate, sono state sequestrare nella notte tra il 31 luglio e il 1 agosto probabilmente da una banda di criminali che avrebbero l’idea di cederle ad un gruppo più organizzato per poi chiedere un riscatto. Secondo le informazioni di un sito Internet siriano, le due “prima di essere portate via sono state viste nella casa del capo del Consiglio rivoluzionario della zona”.

    Nonostante la Farnesina fosse a conoscenza della situazione e stesse lavorando per risolverla, solo ieri pomeriggio, dopo che le indiscrezioni si sono fatte sempre più insistenti, è stato diramato un comunicato ufficiale in cui si conferma “la irreperibilità delle due connazionali”.

    Vanessa Marzullo e Greta Ramelli avevano deciso di partire per la Siria per portare avanti il progetto Horryaty, iniziativa per aiutare popolazione siriana che ha l’obiettivo è distribuire kit di pronto soccorso e pacchi alimentari. Silvia Moroni, presidente della onlus Rose di Damasco è stata l’ultima ad avere contatti con le due giovani: “Dal 22 luglio le ho sentite tre volte, ma il 31 luglio, quando avevamo appuntamento su Skype non erano in linea” ha detto la donna.

    Incoscienza o estremo spirito d’altruismo? Va sottolineato che il progetto delle ragazze non aveva sostegno da parte dell’Italia e dello Stato ma si tratta di un’iniziativa completamente autonoma e questo complica di molto le cose. Anche il viaggio è stato organizzato in autonomia; la situazione è quindi decisamente più difficile dato che il nostro Paese non ha nessuna presenza di intelligence nella zona e sono quindi stati aperti canali di comunicazione con la Turchia e con la Coalizione nazionale siriana.

    Per il momento non si ha nessuna notizia delle due ragazze e anche gli appelli di monsignor Mario Zenari, il nunzio apostolico in Siria non hanno avuto risposta.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Cronaca Ultimo aggiornamento: Venerdì 16/01/2015 11:49
     
     
     
     
     
     
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