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Vaccini obbligatori per i bambini degli asili nido e delle materne: lo ha deciso il Consiglio di Stato

Vaccini obbligatori per i bambini degli asili nido e delle materne: lo ha deciso il Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar del Friuli, che aveva dichiarato valida la delibera del Consiglio comunale di Trieste: i vaccini sono obbligatori nell’asilo nido e nella materna. L’istanza è stata riconosciuta valida, nonostante il ricorso di due famiglie: la tutela della salute in età prescolare prevale sulle responsabilità genitoriali.

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    Vaccini obbligatori per i bambini degli asili nido e delle materne: lo ha deciso il Consiglio di Stato

    I vaccini sono obbligatori ai nidi e alle scuole d’infanzia comunali e convenzionate. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che con questa ordinanza ha riconosciuto che la tutela della salute in età prescolare prevale sulle responsabilità genitoriali. E’ stata infatti respinta la richiesta di sospensiva avanzata da due famiglie contro una sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia, che aveva confermato la validità di una delibera del Consiglio comunale di Trieste. Questa delibera obbligava chiunque venisse in contatto con strutture per bambini da 0-6 anni a sottoporsi a vaccinazione.

    La delibera del Comune di Trieste risale al 28 novembre scorso e prevedeva, per la formazione delle graduatorie dell’anno scolastico 2017/18, che i bambini fossero sottoposti a vaccinazione antidifterica, antitetanica, antipoliomietica e antiepatite virale B. Le due hanno fatto ricorso al Tar del Friuli Venezia Giulia. Questo ha rigettato l’istanza e i genitori si erano quindi appellate all’organo supremo della Giustizia amministrativa.
    In un clima infuocato in materia di vaccinazione, si rende così obbligatoria la profilassi in tutte le scuole dell’infanzia e se ne era già discusso in occasione del nuovo piano sanitario con i Lea 2017.
    L’obbligo di vaccinarsi per iscriversi a scuola era decaduto nel 1999, dopo che per oltre trent’anni, e cioè dal 1967, era stato invece richiesto. Molte regioni italiane si sono organizzate autonomamente: l’Emilia Romagna e la Toscana per esempio sono state le prime ad introdurre l’obbligo di vaccino. Successivamente, la Lombardia e a gennaio scorso il Comune di Milano.

    A gennaio scorso la lista civica Beppe Sala Sindaco avanzò la proposta di introdurre nelle scuole di Milano l’obbligatorietà dei vaccini, per contrastare la diminuzione della copertura vaccinale che si sta registrando in questi ultimi anni. La proposta della lista civica milanese prende spunto da quella approvata due mesi prima dalla giunta regionale dell’Emilia Romagna.

    L’istanza è stata firmata anche da molti altri partiti, tra cui il Partito Democratico, ed è stata depositata in Consiglio comunale a Milano.
    Elisabetta Strada, Enrico Marcora e Marco Fumagalli della lista civica “Beppe Sala sindaco” hanno inoltre sottolineato il fatto che la diminuzione della copertura vaccinale può avere gravissime conseguenze per la popolazione, soprattutto quella più fragile e debole che per motivi di salute non può vaccinarsi.

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    La vicesindaca con delega all’Educazione Anna Scavuzzo aveva infatti dichiarato: “Le vaccinazioni permettono maggior protezione per chi le fa e per chi vive intorno. Qualsiasi forma di promozione dei percorsi di vaccinazione va sostenuta, spiegata e incoraggiata. I rischi sono per tutti e come tali vanno affrontati: la proposta è indubbiamente forte, ma allo stesso tempo fa capire la necessità di porre la corretta attenzione al tema. Valuteremo la percorribilità della richiesta”.

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