Vaccini obbligatori per i bambini degli asili nido e delle materne: il numero scende a 10

Dopo l'accesa discussione sul 'Decreto vaccini', approvato dal Consiglio dei Ministri, l’obbligo per l'accesso a scuola può ridursi da 12 a 10 vaccini. L'Istituto Superiore della Sanità ha espresso parere favorevole al testo emendato in Commissione Sanità al Senato, che prevede anche vaccinazioni 'consigliate' e gratuite contro meningiti di ceppo B e C, pneumococco e rotavirus.

da , il

    Vaccini obbligatori per i bambini degli asili nido e delle materne: il numero scende a 10

    I vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola scendono a 10. L’Istituto Superiore della Sanità, il cui parere era atteso dal Ministero della Salute insieme a quello del Consiglio Superiore di Sanità, si è dichiarato favorevole all’emendamento che prevede la riduzione dell’obbligo vaccinale da 12 a 10 vaccini: alleggerito così il “Decreto vaccini” approvato dal Consiglio dei Ministri, il cui testo iniziale prevedeva l’obbligo esteso a 12 vaccini. Le modifiche all’art. 1, riformulate dalla relatrice Pd Patrizia Manassero, sono ritenute rispondenti “ad affrontare le problematiche epidemiologiche del Paese, così come rappresentate dall’Istituto Superiore di Sanità negli ultimi tre anni”. Oltre alle 10 obbligatorie, sono previste 4 vaccinazioni “consigliate” e del tutto gratuite: meningococco di ceppo B e C, pneumococco e rotavirus. Ridotte anche le sanzioni inizialmente presenti nel decreto.

    Le vaccinazioni obbligatorie

    Dopo la riduzione dell’obbligo vaccinale, restano obbligatori i vaccini contro:

    • poliomelite
    • tetano
    • difterite
    • epatite B
    • hemophilus influenzae B
    • pertosse
    • morbillo
    • parotite
    • rosolia
    • varicella

    “Consigliati” e gratuiti quelli contro meningococco B e C, oltre a quelli contro pneumococco e rotavirus, introdotti dal Senato con l’emendamento. Per tutti questi vaccini, l’Iss ritiene necessario rafforzare “una offerta attiva e gratuita dei 4 vaccini, data l’urgenza di raggiungere e mantenere elevate coperture vaccinali, anche per far fronte a possibili eventi epidemici”.

    Lo spettro di obbligatorietà potrà subire variazioni in aumento o ulteriore riduzione a seconda dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali acquisite a 3 anni dalla conversione in legge del decreto. Il monitoraggio sarà affidato a una commissione istituita ad hoc dal Ministero.

    Sanzioni e segnalazioni al Tribunale dei Minori per chi non è vaccinato: ecco cosa prevede l’emendamento

    L’emendamento Pd al Decreto Vaccini prevede inoltre una riduzione delle multe inizialmente inserite: ridotta la sanzione massima per gli irregolari: non più 7.500 euro ma 2.500 euro, con un minimo che rimane fissato a 500 euro. Si va anche verso la soppressione della segnalazione dei genitori inadempienti al Tribunale dei Minori, che avrebbe persino potuto incidere sul mantenimento della potestà genitoriale, misura ritenuta troppo eccessiva.

    Il nuovo decreto, comunque, ha fissato l’obbligatorietà soltanto per i bambini da 0 a 6 anni, quindi quelli che frequentano asili nido e scuole materne. Per i successivi dieci anni ossia i cinque di elementari, tre di medie e i primi due anni delle superiori, la mancata vaccinazione farà scattare una sanzione pecuniaria nei confronti dei genitori.

    SCOPRI I VACCINI GRATUITI PREVISTI DAI NUOVI LEA 2017

    Vaccini obbligatori: una corsa contro il tempo?

    Un problema importante riguarda la tempistica. Le Asl, che in genere hanno difficoltà a garantire le vaccinazioni nei tempi giusti, saranno prese d’assalto per far fronte ad un numero enorme di richieste.

    “Sarà opportuno che le Asl inizino da subito ad allertare le scuole riguardo al nuovo sistema. Ci vuole tempo e impegno per far cambiare idea a chi non ha vaccinato. La legge è buona ma da sola non ha risolto il problema del calo delle coperture, ora anche i nostri servizi devono farla viaggiare” aveva avvertito Enrico Di Rosa, segretario della Siti, società scientifica degli igienisti.

    Il rischio comunque che in vari uffici e strutture pubbliche si crei il caos esiste. Probabilmente ci vorrà molto tempo perché il nuovo sistema vada davvero a regime.

    Il ricorso delle due famiglie di Trieste

    La delibera del Comune di Trieste risale al 28 novembre scorso e prevedeva, per la formazione delle graduatorie dell’anno scolastico 2017/18, che i bambini fossero sottoposti a vaccinazione antidifterica, antitetanica, antipoliomietica e antiepatite virale B. Le due hanno fatto ricorso al Tar del Friuli Venezia Giulia. Questo ha rigettato l’istanza e i genitori si erano quindi appellate all’organo supremo della Giustizia amministrativa.

    L’obbligo di vaccinarsi per iscriversi a scuola era decaduto nel 1999, dopo che per oltre trent’anni, e cioè dal 1967, era stato invece richiesto. Molte regioni italiane si sono organizzate autonomamente: l’Emilia Romagna e la Toscana per esempio sono state le prime ad introdurre l’obbligo di vaccino. Successivamente, la Lombardia e a gennaio scorso il Comune di Milano.

    Milano e i vaccini: la proposta di Beppe Sala

    A gennaio scorso la lista civica Beppe Sala Sindaco avanzò la proposta di introdurre nelle scuole di Milano l’obbligatorietà dei vaccini, per contrastare la diminuzione della copertura vaccinale che si sta registrando in questi ultimi anni. La proposta della lista civica milanese prende spunto da quella approvata due mesi prima dalla giunta regionale dell’Emilia Romagna. L’istanza è stata firmata anche da molti altri partiti, tra cui il Partito Democratico, ed è stata depositata in Consiglio comunale a Milano.

    Elisabetta Strada, Enrico Marcora e Marco Fumagalli della lista civica “Beppe Sala sindaco” hanno inoltre sottolineato il fatto che la diminuzione della copertura vaccinale può avere gravissime conseguenze per la popolazione, soprattutto quella più fragile e debole che per motivi di salute non può vaccinarsi.

    LEGGI LA STORIA DELL’INFERMIERA DI TREVISO CHE FINGEVA DI VACCINARE I BAMBINI

    La vicesindaca con delega all’Educazione Anna Scavuzzo aveva infatti dichiarato: “Le vaccinazioni permettono maggior protezione per chi le fa e per chi vive intorno. Qualsiasi forma di promozione dei percorsi di vaccinazione va sostenuta, spiegata e incoraggiata. I rischi sono per tutti e come tali vanno affrontati: la proposta è indubbiamente forte, ma allo stesso tempo fa capire la necessità di porre la corretta attenzione al tema. Valuteremo la percorribilità della richiesta”.