Vaccini obbligatori nei Paesi europei: dati e differenze con l’Italia

In Italia l'ampliamento dell'obbligo vaccinale ha scatenato un acceso dibattito. E sono tanti i motivi di malcontento: chi è contrario alle vaccinazioni obbligatorie porta a sostegno della tesi il confronto Italia-Paesi Ue. Vediamo nel dettaglio le differenze tra i dati europei.

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    Vaccini obbligatori nei Paesi europei: dati e differenze con l’Italia

    LaPresse

    Vaccini obbligatori: com’è la situazione nei Paesi europei? Quali sono i dati e le differenze con l’Italia? Ora più che mai il confronto è acceso, dopo l’approvazione del decreto che ha introdotto l’obbligo esteso a 12 vaccini nel nostro Paese. Si tratta di un provvedimento che introduce l’obbligatorietà del vaccino per i neonati e i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni per accedere a nidi e scuole materne, mentre per la fascia 6-16 anni scattano pesanti sanzioni. Nonostante la decisione sia stata argomentata con la tesi di una necessità oggettiva (dato l’incremento di malattie che si credevano debellate), in molti stentano ad accettarla, perché l’Italia ha molte più restrizioni degli altri Paesi d’Europa in materia di vaccini infantili. Molto è cambiato con le vaccinazioni obbligatorie nel 2017 nel nostro Paese, che ora si confronta con le altre nazioni Ue chiamate in causa da chi discute su pro e contro dei vaccini.

    Vaccini obbligatori in Italia: la situazione dopo il Sì del governo

    Per la fascia d’età 0-6 anni, i bimbi dovranno essere obbligatoriamente sottoposti a 12 vaccini: contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, vaccini obbligatori per la meningite (di ceppo B e C), pertosse ed Heamophilus B. Questi vanno a sommarsi alle 4 vaccinazioni già obbligatorie: difterite, tetano, poliomelite ed epatite B. Il rispetto dell’obbligo vaccinale è vincolante ai fini dell’inserimento del minore nei nidi e nelle scuole materne, che senza vaccino non entrerebbero. L’obbligatorietà dai 6 ai 16 anni, invece, si esplica in modo differente: scattano nuove misure, con l’obbligo di presentazione di un certificato di vaccinazione. In caso di mancata produzione del documento che attesti l’effettuazione dei vaccini, la scuola deve segnalare la situazione alla Asl di competenza, che provvederà a richiamare la famiglia del minore, per cui scatteranno i termini di vaccinazione.

    Sono previste pesanti sanzioni per chi non rispetta i tipi di vaccini obbligatori.

    Vaccinazioni obbligatorie e facoltative: il confronto Italia-Paesi Ue

    Il tema delle vaccinazioni obbligatorie, nel 2017, è uno dei più sentiti nella comunità scientifica internazionale. Tra il 2000 e il 2013, l’Oms ha rilevato una stima importante inerente il vaccino contro il morbillo: secondo i dati, la vaccinazione ha scongiurato il rischio di una catastrofe, stimata nell’ordine delle decine di milioni di morti. In questi giorni la querelle sull’obbligo vaccinale ha inevitabilmente portato, sul tavolo delle polemiche, il confronto tra l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione europea. In molti Stati membri, infatti, vaccinarsi non è un obbligo. Allora perché il governo italiano ha scelto una rotta diversa? Sono tante le teorie intorno a vaccinazioni e presunti effetti collaterali, che secondo alcuni servirebbero a screditare la linea intransigente del nostro Paese circa il nuovo elenco di vaccini obbligatori per l’iscrizione a scuola.

    I dati sui vaccini negli altri Paesi europei

    Sono 15 i Paesi europei in cui i vaccini non sono obbligatori: Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito. Per questi Stati valgono semplicemente la raccomandazione e la sensibilizzazione della popolazione attraverso un’importante campagna informativa. Quello che emerge maggiormente è la totale assenza di una proporzionalità diretta tra assenza di obbligo vaccinale e sviluppo epidemico delle malattie per cui è obbligatorio vaccinarsi in altri Paesi, come l’Italia.

    I dati raccolti dal progetto di ricerca sui vaccini in Europa

    Il vaccino obbligatorio è piuttosto diffuso in Europa, dove a richiedere il libretto vaccinale per l’ammissione a scuola sono ora Italia e Germania. Ad essi si somma la stessa linea di condotta di Stati Uniti e Canada.

    Il progetto Venice (Vaccine European New Integrated Collaboration Effort) ha condotto uno studio dettagliato nel 2010, pubblicato sulla rivista Eurosurvellance, da cui emerge che 14 Paesi europei hanno almeno una vaccinazione obbligatoria all’interno del proprio programma vaccinale.

    L’origine dell’obbligatorietà del vaccino va ricercata nell’emergenza sanitaria delle grandi epidemie. Sottoporre la popolazione ad un preciso calendario di vaccinazione si è rivelato utile, in decenni di approccio farmacologico al problema, a scongiurare la morte di milioni di persone, ma non mancano le polemiche. Sono tanti a sostenere incostituzionale il provvedimento legislativo: online spunta anche una petizione contro l’approvazione dello spettro di 12 vaccini obbligatori per i bambini.