Vaccini obbligatori, lettera di un papà a Zaia: “Solo così posso salvare mia figlia”

Bimba di 5 anni affetta da leucemia che ha appena subito un trapianto al midollo osseo: il papà chiede al governatore del Veneto Luca Zaia di non contrastare il decreto del governo sull’obbligatorietà dei vaccini. La piccola è immunodepressa e per questo Nicola Pomaro chiede che tutti vaccinino i loro figli.

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    Vaccini obbligatori, lettera di un papà a Zaia: “Solo così posso salvare mia figlia”

    Il tema della vaccinazione obbligatoria continua a far discutere. Stavolta a prender la parola è Nicola Pomaro ingegnere, ricercatore al Cnr di Padova, 52 anni, papà di una bimba di 5 anni affetta da leucemia. Ha scritto una lettera al governatore del Veneto Luca Zaia: l’appello disperato del padre è contro la decisione della Regione, di far ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto del governo sull’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. “Solo con la vaccinazione obbligatoria posso salvare mia figlia” scrive.

    Vaccini obbligatori: la storia della bambina di 5 anni a rischio contagio

    La figlia di Pomaro è una bambina, affetta da leucemia, che nel 2015 fu colpita da una gravissima malattia al midollo. Nel giro di pochi giorni il suo sangue si svuotò completamente di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. La sua vita era affidata alle trasfusioni, finché fu messa in lista per un trapianto. Dopo essere stata sottoposta alla chemioterapia, ha ricevuto il trapianto, ma adesso il suo sistema immunitario è molto debole.

    E’ questo il motivo per il quale ha scritto direttamente a Zaia, che ha approvato il ricorso alla Corte Costituzionale. “Finché l’obbligo vaccinale non verrà ripristinato, la mia bambina continuerà a rischiare la vita ogni giorno e, come lei, molti altri che vivono lo stesso calvario. Tante malattie diverse, una cosa in comune: l’immunodeficienza. Questi bambini, per diversi anni, hanno un sistema immunitario debole e non possono essere vaccinati. Anche infezioni per nulla gravi per loro possono risultare mortali. La loro vita dipende dal fatto che gli altri bambini intorno siano vaccinati, e impediscano ai germi pericolosi di circolare”.

    Il timore di Pomaro è proprio il ricorso annunciato dalla Regione Veneto contro il decreto governativo sui vaccini, quello che introduce l’obbligo di 12 profilassi.

    La bambina, proprio per la mancata vaccinazione degli altri compagni, non ha potuto frequentare l’asilo. Come osserva lo stesso Pomaro nella lettera, dal 2007 che hanno abolito i vaccini obbligatori in Veneto “la copertura è scesa pericolosamente “. Si riferisce all’immunità di gregge di cui abbiamo tanto parlato negli ultimi mesi: il principio grazie al quale un’alta percentuale di vaccinati impedisce agli agenti infettivi di circolare e scatenare epidemie.

    “Tutti pensano che vaccinare o meno il proprio figlio sia un fatto privato ma non è così. Bisogna pensare anche ad altri bambini, quelli con un sistema immunitario debole. Mia figlia ha subito un trapianto di midollo e non ha più difese” continua a scrivere il genitore.

    La storia è molto simile a quella venuta alla ribalta mesi fa del bimbo di 7 anni che rischia la vita per aver contratto il morbillo da un compagno di scuola non vaccinato. Anche in questo caso la vicenda arrivò al Ministro Lorenzin.

    Vaccini obbligatori: i genitori no vax

    Nicola e la moglie Federica si interrogano sul successo del movimento No vax, che solo a Padova, sabato scorso, ha portato in piazza oltre 2mila persone. Sono quei genitori, tra tutti i cittadini che hanno protestato contro il decreto del governo, secondo i quali è palesemente incostituzionale e mette invece a rischio la salute dei bambini.

    Nella lettera a Zaia, Pomaro dà la sua spiegazione: “Credo sia dovuto in parte all’uso della rete, dove tutti possono dire tutto e teorizzare qualsiasi cosa. Il problema è che diamo per scontato di vivere un mondo sano, in cui non si muore più di certe malattie. Ma senza vaccini c’è il rischio di tornare indietro di anni “.

    L’appello del papà della bimba malata a Luca Zaia

    “Caro Zaia, non si opponga alla scelta del governo: solo così salverà mia figlia”.

    L’appello di papà Nicola al governatore si conclude così: “Vede, governatore nulla è più imparziale della malattia: colpisce tutti, senza riguardo a stato sociale, conto in banca, credo politico o religioso. Oggi è toccato a mia figlia, domani può toccare a qualcuno a lei vicino. Non glielo auguro, ma capirebbe molte cose. Venga a parlare con i medici di mia figlia. Chieda a loro se l’obbligo vaccinale è necessario”.