Usa, chiama la polizia ma viene uccisa dall’agente: Justine Damond morta sotto casa

Dagli Stati Uniti arriva una storia che ha fatto indignare l'opinione pubblica e ha gettato una pesante ombra sulla condotta di un poliziotto: Justine Ruszczyk Damond aveva chiamato il 911 per segnalare uno stupro, ma all'arrivo della polizia, avvicinatasi all'auto forse per indicare il luogo dell'aggressione, è stata raggiunta da alcuni colpi di pistola sparati dall'agente. La donna è morta e le cause della tragedia sono ancora avvolte nel mistero.

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    Usa, chiama la polizia ma viene uccisa dall’agente: Justine Damond morta sotto casa

    Justine Ruszczyk Damon è stata uccisa da un agente negli Usa, sotto casa sua. Aveva chiamato la polizia per segnalare un presunto stupro, e in pigiama aspettava l’arrivo degli agenti per strada. Una volta arrivata la pattuglia, la donna si è avvicinata al finestrino, ma inspiegabilmente il poliziotto ha aperto il fuoco, uccidendola. La morte di Justine, che avrebbe dovuto sposarsi tra un mese, ha scatenato durissime polemiche.

    Chiama la polizia ma viene uccisa da un agente

    La donna uccisa dall’agente sotto casa sua, ancora in pigiama, aveva poco prima chiamato il 911 per segnalare uno stupro. Originaria dell’Australia, dove era molto amata, ma residente a Minneapolis, da circa due anni era diventata una guida spirituale per il quartiere. Insegnava meditazione e aveva una vita senza ombre.

    Pochi giorni fa, dopo aver udito le grida di una donna provenire da un vicolo vicino alla sua abitazione, Justine Ruszczyk Damond ha chiamato la polizia: “C’è uno stupro in corso, venite”. All’arrivo della pattuglia, con il telefono ancora tra le mani, si è avvicinata al finestrino, forse per indicare il luogo dell’aggressione agli agenti. Ma uno di loro ha sparato più colpi di pistola, ferendola mortalmente all’addome. Per Justine nessuna speranza di sopravvivenza, è morta poco dopo.

    Il caso di Justine Damond al centro di aspre polemiche

    Justine doveva sposarsi il mese prossimo. Amici e vicini la descrivono come una donna solare, gentile e sempre pronta ad aiutare gli altri. Per il fidanzato, Don Damond, e per la famiglia, che cercano disperatamente risposte a una morte tanto assurda, è evidente che qualcosa non torni: perchè il poliziotto ha sparato? E su questo interrogativo si è in breve tempo innescata una polemica durissima che dall’Australia corre sino in America, in merito alla condotta di chi dovrebbe tutelare i cittadini.

    Chi è l’agente che ha ucciso Justine Damond

    Sotto accusa Mohamed Noor, agente di polizia somalo-americano in servizio da pochi anni: sarebbe questa l’identità del poliziotto che ha sparato e ucciso Justine Damond, già sospeso in via precauzionale. Il collega che ha assistito al fatto è stato messo in congedo retribuito. Sembra certo che i due fossero seduti in auto quando Noor ha aperto il fuoco contro la donna. Polemiche anche intorno all’assenza di video dalla telecamera dell’auto della polizia che per legge, negli Stati Uniti, deve essere in funzione.

    Altro giallo è il mancato ritrovamento dell’arma sulla scena del crimine. Da Sydney, la famiglia di Justine chiede giustizia e cerca un perchè al dramma che ha coinvolto l’intera comunità, in cui la donna godeva della stima di amici e conoscenti.

    Dolcetto o scherzetto?