Unioni civili, vince il sì alla Camera. Il ddl Cirinnà diventa legge

Unioni civili, vince il sì alla Camera. Il ddl Cirinnà diventa legge
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    Oggi alle ore 15.50 è terminata la seconda chiama sul voto di fiducia alla Camera sulle Unioni Civili. Ha vinto il SI: 369 i voti favorevoli e 193 i contrari, su 564 deputati presenti ( 2 astenuti). La Camera approva quindi: il ddl Cirinnà sui diritti delle coppie dello stesso sesso ha avuto la fiducia. 20 minuti prima era terminata la prima chiama, avviata verso le 14. I deputati, chiamati per cognome, sono stati invitati ad esprimere il loro voto a voce alta. Il primo ad essere chiamato è stato Rampi Roberto, poiché la presidente Boldrini ha estratto la lettera R. Per molto tempo le polemiche sono state molto accese. Lo schieramento vedeva, da una parte, i sostenitori del ddl come il Pd ( Matteo Renzi: “giorno di festa”) e chi invece era a favore della legge, ma contrario alla richiesta di fiducia, come il M5s. Sul fronte contrario all’introduzione del decreto ci sono: Lega ( “colpo mortale alla democrazia”), Forza Italia ( Brunetta: “ ignobile chiedere la fiducia su questione così importante”) e la Cei ( “una sconfitta per tutti”). C’è anche chi, in aula, si è schierato apertamente indossando coccarde e magliette arcobaleno, come il ministro Boschi e Michela Campana.

    La decisione del ministro Boschi sulla fiducia ha già sollevato bagarre tra le opposizioni, nonostante il testo fosse già stato votato in Senato. Tra le varie polemiche, toni duri come quello di Alfio Marchini, candidato sindaco della Capitale, che dice di rifiutarsi in ogni caso di celebrare le unioni gay, anche qualora passasse la fiducia. C’è chi invece ha commentato, come la Cei, che questa manovra del governo è in realtà una sconfitta, perché non pone al centro dell’attenzione i valori della famiglia tradizionale. Il ddl Cirinnà è di sicuro quello che negli ultimi anni ha fatto più discutere ed ha diviso di più il nostro Parlamento.

    La proposta di legge sulle unioni civili era confluita nel maxiemendamento e aveva ottenuto la fiducia dal Senato con 173 voti favorevoli e 71 contrari. Ora il testo passa alla Camera dei Deputati. Prima della chiama il Movimento 5 Stelle era uscito dall’aula, mentre, hanno votato contro i gruppi Cor, Lega Nord, Gal e Sel. Ad esultare erano stati soprattutto Angelino Alfano, la Cei e i parlamentari cattodem che hanno raggiunto il loro obiettivo. Le associazioni lgbt italiane erano piuttosto amareggiate e furiose. Perché? Dal testo sulle unioni civili sono state infatti stralciate le norme sulla stepchild adoption e sull’obbligo di fedeltà, che erano invece presenti nel testo iniziale.

    Restano invece intatte le norme sul cognome unico, la reversibilità della pensione, l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale, e alla coabitazione.

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    Dopo la fiducia, il ddl è diventato a tutti gli effetti la prima normativa sulle unioni civili in Italia. Questo ovviamente dopo la firma del Presidente della Repubblica Mattarella e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

    Sono state apportate alcune “correzioni al testo”. Il cuore della proposta è ovviamente sempre quello di estendere i diritti alle coppie dello stesso sesso, come nel matrimonio civile. Le modifiche riguardano, invece, prima di tutto la discussa stepchild adoption, che è stata eliminata. E’ scomparsa anche la parte relativa all’obbligo di fedeltà tra i partner (astenersi da relazioni extraconiugali e non tradire la reciproca fiducia) che è espressamente indicato nell’articolo 143 del Codice Civile in materia di matrimonio. La violazione dell’obbligo di fedeltà tra i coniugi ha ormai perso di rilevanza nella giurisprudenza come ha sottolineato l’avvocato e professore universitario Salvatore Patti a Vanity Fair e tra l’altro è stato anche depositato un disegno di legge per togliere questo riferimento dall’articolo 143 del Codice Civile. Ma le associazioni lgbt sono molto deluse e irritate poiché questa differenziazione viola il principio di eguaglianza, rappresentando di fatto una palese discriminazione che potrebbe finire molto presto all’attenzione della Corte costituzionale.
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    “Una vittoria col buco nel cuore – aveva commentato a caldo la senatrice del PD Monica Cirinnà – È un primo passo, una vittoria con un buco nel cuore. Questa è una legge importantissima, ma penso anche ai figli di tanti amici. Ora dobbiamo fare un secondo passo, siamo a metà della scala”. Per il capo del Governo Matteo Renzi si tratta di una vittoria dell’amore. Il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano esulta poiché pur essendo un mini partito è riuscito a dettare la linea al Partito Democratico sulle unioni civili, abolendo stepchild adoption e obbligo di fedeltà dal testo iniziale così come richiesto anche dalla Conferenza episcopale italiana. “È stato un bel regalo all’Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso – ha detto il ministro Alfano – cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio. Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica, credo sia stato un nostro risultato”.

    La non equiparazione delle unioni civili al matrimonio e lo stralcio della norma sulla stepchild adoption scatenarono aspre polemiche e durissime reazioni anche in Rete. Le associazioni gay sono sul piede di guerra e hanno indetto una manifestazione di protesta il 5 marzo a Roma, in piazza del Popolo così come preannunciato ieri mattina: “Oggi il Senato si appresta a scrivere una brutta pagina nella storia dei diritti civili nel nostro paese approvando una legge sulle unioni civili che, caso rarissimo nell’intera Europa ed unico tra i paesi fondatori, ignora completamente l’esistenza e le esigenze dei figli e delle figlie di coppie omosessuali, chiedendo alla magistratura di sbrigare da sola questo incredibile vulnus della nostra legislazione. Ponzio Pilato non sarebbe riuscito a fare di meglio”.

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    I vip per i diritti gay
    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàCronacaPoliticaUnioni civili Ultimo aggiornamento: Sabato 25/06/2016 07:39
     
     
     
     
     
     
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