Un mese in casa con il cadavere del figlio curato con l’omeopatia: ‘Credevamo dormisse’

La vicenda accaduta in Spagna ha sconvolto il Paese: due genitori sono accusati di aver causato il decesso del figlio minore, 7 anni, sottoponendolo a cure omeopatiche nonostante la grave asma. Avrebbero tenuto il corpicino in casa, scoperto soltanto per caso dalla polizia.

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    Un mese in casa con il cadavere del figlio curato con l’omeopatia: ‘Credevamo dormisse’

    Un mese in casa con il cadavere del figlio, curato con l’omeopatia. La vicenda arriva da Girona, Spagna, e ha sconvolto un intero Paese. “Credevamo dormisse”, avrebbero detto i genitori del minore, deceduto a soli 7 anni e il cui corpo era in stato di decomposizione. La scoperta è stata fatta per caso, quando la polizia si è recata nell’appartamento per definire alcune questioni legate ad affitti insoluti.

    Morto a 7 anni: i genitori lo avrebbero curato con l’omeopatia

    Il quadro di indizi a carico della coppia di genitori assume, ora dopo ora, contorni sempre più gravi. Secondo gli inquirenti spagnoli, i due avrebbero curato l’asma del loro figlio, il più piccolo dei tre, con l’omeopatia. Ne sarebbe conseguito un aggravamento progressivo delle condizioni del bambino, sino al decesso.

    Secondo le prime ipotesi i due avrebbero agito sena tener conto delle necessità del figlio, omettendo di prestargli le dovute terapie e affidandosi alla medicina alternativa. Per loro l’accusa è di omicidio per negligenza, aggravato dal vincolo di parentela. Rischiano 3 anni e 3 mesi di reclusione.

    Cadavere per un mese in casa: l’agghiacciante scoperta fatta per caso

    Il corpo del minore sarebbe stato scoperto soltanto per caso, durante un controllo di polizia nell’abitazione della famiglia, dichiarata insolvente dal proprietario, che avrebbe perciò chiesto l’intervento delle autorità.

    L’odore sarebbe stato inequivocabile e avrebbe immediatamente insospettito gli agenti. Il cadavere sarebbe stato adagiato in camera da letto, coperto da un lenzuolo. Sul corpo nessuna evidenza di lesioni, apparentemente deceduto da almeno un mese.

    La difesa dei genitori a processo

    Si è aperto il processo a carico dei genitori, che avrebbe rigettato le accuse con una giustificazione singolare quanto inverosimile: “Credevamo dormisse”, avrebbero dichiarato sul banco degli imputati, ma i dati in possesso dell’accusa sarebbero incontrovertibili e andrebbero univocamente in direzione di precise aggravanti.

    I due sostengono di aver dato al figlio tutte le cure necessarie, con un’alternanza di medicina tradizionale e omeopatia. Non si sarebbero accorti, a loro dire, del sopraggiunto decesso del minore.

    Una tesi assolutamente priva di fondamento, considerato lo stato di decomposizione sul cadavere del piccolo, che ne ha inquadrato la morte in un periodo di 4 settimane antecedenti al ritrovamento.

    L’accusa: si sarebbero rivolti al medico solo due volte in un anno e mezzo

    Il quadro accusatorio smentisce le dichiarazioni della coppia che, stando alle ricostruzioni in mano all’accusa, si sarebbe rivolta a un medico sotanto due volte, nell’arco di un anno e mezzo.

    Per i giudici, i due avrebbero adottato un approccio del tutto personale alle gravi condizioni del piccolo, determinandone il rischio di incorrere in un evento drammatico, quale il decesso. Così, in virtù di una visione ‘religiosa’ dell’esistenza, avrebbero evitato di portarlo in ospedale quando necessario, limitandosi a scongiurare il male con le preghiere.

    Il decesso causato da una grave crisi asmatica

    Gli esami condotti sul corpo del bambino avrebbero evidenziato che a causare il decesso sarebbe stata una grave crisi asmatica, dall’esito non fatale se i genitori fossero intervenuti subito sul piccolo, chiamando i soccorsi.

    Utili anche le testimonianze degli altri figli della coppia, che avrebbero portato a confermare un atteggiamento avverso alla medicina tradizionale da parte dei genitori.