Umilia pubblicamente la figlia 13enne perché sui social si fingeva adulta e sexy

Umilia pubblicamente la figlia 13enne perché sui social si fingeva adulta e sexy
da in Bambini, Famiglia
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    Val Starks

    Umilia pubblicamente la figlia 13enne, colpevole di essersi finta, su Facebook, maggiorenne e troppo sexy per la sua vera età. La madre della bimba, Val Starks, infuriata, ha pensato a una punizione esemplare: un video in cui rimprovera aspramente la figlia, raccontando i retroscena della sua vita, quella vera, da 13enne: “In verità, questa è una ragazzina di 13 anni che guarda ancora Disney Channel, che ha l’orario di messa a letto, va a dormire alle dieci, che non si sa ancora pulire il culo da sola.” Il video, postato su Facebook, ha fatto il giro del mondo scatenando un acceso dibattito. Se in molti condividono la punizione di mamma Val, altri la giudicano eccessiva. Il dubbio, in effetti, sorge spontaneo: la gogna pubblica può davvero aiutare una bimba di quell’età, evidentemente fragile, a rinsavire e a comprendere il suo sbaglio? O è piuttosto un’umiliazione destinata a lasciare una traccia indelebile (e negativa) sulla sua psiche?

    Il suo nome è Val Starks, una mamma come tante, se non fosse per il video punitivo che l’ha resa (quasi) una celebrità. Il filmato, girato dalla stessa Val, postato su Facebook, voleva essere una punizione esemplare nei confronti della figlia 13enne, un po’ troppo disinibita. Mamma Val si era imbattuta per caso nel profilo facebook della bimba, ove si fingeva 19enne, postava foto provocanti e chattava con uomini adulti.

    Nulla da ridire, meritava una ramanzina coi fiocchi e probabilmente anche un supporto psicologico, per capire le dinamiche e le motivazioni di un tale atteggiamento. Ma mamma Val, anziché infuriarsi per poi mettersi a tavolino con la figlia, nel tentativo di capirla e soprattutto ascoltarla, ha preferito un metodo educativo più diretto ed efficace, la gogna pubblica, conquistandosi le simpatie di molti. Il video, difatti, ha totalizzato oltre 11 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo, convincendo mamma Val a tornare sull’argomento: “Ci vuole davvero un villaggio per crescere un bambino.

    Ho fatto tutto questo per mettere la pulce nell’orecchio di un padre o di una madre su quello che il loro figlio sta facendo, ti ringrazio Dio perché hai usato una peccatrice come me per dare consapevolezza al mondo sulle conseguenze pericolose dei social.”

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    Non c’è dubbio, i social sono insidiosi e i bimbi vanno tenuti d’occhio, ma mamma Val si sarà resa conto che questa opera di solidarietà nei confronti dei genitori di tutto il mondo potrebbe avere conseguenze negative sulla psiche, già fragile, di sua figlia? Lei è irremovibile, “Non c’è alcun motivo per il quale debba attirare l’attenzione così.” E viene voglia di risponderle, “non c’è nessun motivo per umiliare una bambina così davanti al mondo intero.” Per fortuna, c’è chi, tra gli utenti, ha respinto il metodo educativo di questa donna, scrivendole “Un genitore dovrebbe disciplinare privatamente il proprio figlio e non umiliarlo pubblicamente. Qualunque genitore che compie un atto simile non è un bravo genitore. Questo è il motivo per cui i figli sono ribelli…”.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN BambiniFamiglia Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27/05/2015 13:13
     
     
     
     
     
     
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