Natale 2016

Ultimo tango a Parigi, la scena di stupro indigna le star di Hollywood e la Rete

Ultimo tango a Parigi, la scena di stupro indigna le star di Hollywood e la Rete
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    Il film Ultimo tango a Parigi del regista italiano vincitore di due Premi Oscar Bernardo Bertolucci torna nuovamente sotto i riflettori mediatici e al centro di una bufera mediatica e social senza precedenti per via della contestatissima e chiacchierata scena di stupro. La rivista Elle ha ripubblicato l’intervista shock rilasciata da Bernardo Bertolucci nel 2013 alla Cinematheque Francaise, scatenando un’ondata di indignazione, sgomento e polemiche in tutto il mondo. Ecco le frasi incriminate dell’intervista di Bertolucci: “L’allora 19enne Maria Schneider non era consenziente nella celebre scena dello stupro. Perché volevo vedere la sua reazione come ragazza, non come attrice. Volevo si sentisse realmente umiliata”.

    Lo star system mondiale è in subbuglio. Tante star hollwyoodiane hanno duramente criticato e attaccato il regista italiano anche tramite i social network. L’attrice e produttrice cinematografica statunitense Jessica Chastain ha cinguettato: “Per tutte le persone che amano questo film, state vedendo una ragazza di 19 anni violentata da un uomo di 48. E il regista aveva pianificato l’aggressione”. La bellissima e sensuale attrice americana Evan Rachel Wood, che è stata vittima in passato di due stupri, è profondamente sconvolta: “E’ una cosa straziante e oltraggiosa: quei due erano malati per pensare che la cosa potesse funzionare”. L’attore statunitense di origini irlandesi e italiane Chris Evans ha giurato che non guarderà più questo film: “Va oltre il disgusto, provo rabbia”. La regista e sceneggiatrice americana Ava DuVernay ha espresso tutto il suo disgusto. L’attrice e cantante statunitense Anna Kendrick ha aggiunto: “Miss Schneider aveva dichiarato tutto questo anni fa, io ricevevo occhiatacce quando ne parlavo con qualche uomo”. Anche il popolo della Rete è indignato ed esterrefatto. Molti utenti sono su tutte le furie. “Gli andrebbero tolti tutti i premi”, dichiarano alcuni. “Il film non andrebbe più fatto vedere”, aggiungono altri utenti della Rete.

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    Imbattendoci nell’articolo Violenza al burro di qualche anno fa ci è sembrato doveroso fare una riflessione su ciò che è accaduto a Maria Schneider sul set di Ultimo Tango a Parigi. Dalle rivelazioni dell’attrice e sulla base delle dichiarazioni dello stesso Bertolucci in merito alla scena del burro, si evince che Maria è stata sodomizzata a fini artistici. Le parole del regista sono rivelatrici: “L’idea è venuta a me e a Brando mentre facevamo colazione… A un certo punto lui ha cominciato a spalmare il burro su una baguette, subito ci siamo dati un’occhiata complice… Abbiamo deciso di non dire niente a Maria… E in qualche modo è stata ferita perché non le avevo detto che ci sarebbe stata la scena di sodomia e questa ferita è stata utile al film”.

    Sulla scia di Marina Terragni anche noi vogliamo ridar voce a Maria, scomparsa il 3 febbraio 2011 a Parigi, affinché il maggior numero di persone possibile venga a conoscenza di quanto accadde dietro le quinte del discusso film Ultimo Tango a Parigi. Ecco le dichiarazioni da lei rilasciate nel 2007 al quotidiano La Repubblica: “Mi hanno ingannato. Mi hanno quasi violentata. Quella scena non era prevista nella sceneggiatura. Io mi sono rifiutata, mi sono arrabbiata. Ma poi non ho potuto dire di no.

    Avrei dovuto chiamare il mio agente o il mio avvocato perché non si può obbligare un attore a fare qualcosa che non è nella sceneggiatura. Ma all’epoca ero troppo giovane, non lo sapevo. Così fui costretta a sottopormi a quella che ritengo essere stata una vera violenza sessuale. Le lacrime che si vedono nel film sono vere. Sono lacrime di umiliazione. Non ho ancora perdonato Bertolucci per il modo in cui mi ha trattata e anche quando l’ho incontrato a Tokyo 17 anni fa l’ho ignorato. Lo ricordo ancora bene sul set. Era grasso, sudato e ci ha manipolati, sia Marlon che me. Alcune mattine sul set era molto gentile e salutava, altri giorni non diceva niente, solo per vedere le nostre reazioni. Io ero troppo giovane e ingenua. E sfruttata. Per il film mi diedero solo 5 mila dollari”.

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    Senza nulla togliere a un film che tutti abbiamo visto per cui abbiamo provato sdegno misto a un’incomprensibile eccitazione, viene spontaneo chiedersi: Valeva la pena umiliare a tal punto la giovane interprete per rendere la scena più realistica?

    In un periodo in cui la violenza sulle donne spopola nella cronaca di tutti i giorni, venire a conoscenza di questa verità ci ha lasciato sbigottiti e amareggiati.

    Educate i vostri figli al rispetto per le donne e insegnate loro che l’amore è nei piccoli gesti e che niente può giustificare un atto di violenza fisica, psicologica o sessuale, neanche la popolarità eterna.

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