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Uganda, la storia di suor Rosemary Nyirumbe che salva le bambine soldato

Uganda, la storia di suor Rosemary Nyirumbe che salva le bambine soldato
da in Bambini, Cronaca
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    Uganda, la storia di suor Rosemary Nyirumbe che salva le bambine soldato

    La suora missionaria ugandese Rosemary Nyirumbe dedica tutta la sua vita ad aiutare e sostenere le bambine e le ragazze sequestrate, brutalizzate e fatte schiave sessuali dai miliziani dell’Esercito di Resistenza del Signore, il Lord’s Resistance Army, comandato dal terrorista Joseph Kony, protagonista di una sanguinosa e devastante guerra durata fino al 2007. La suora ugandese si occupa principalmente delle bambine soldato perché come ha spiegato più volte “hanno una doppia sofferenza. Vengono prese per essere strumenti di morte e vengono perlopiù violentate. Talvolta rimangono incinte e non riescono più a inserirsi nella loro società”.

    Da oltre 16 anni suor Rosemary Nyirumbe accoglie le bambine e le ragazze soldato nella sua scuola di sartoria femminile di Santa Monica a Gulu, la seconda città più popolosa dell’Uganda. In tutti questi anni sono passate ben oltre 2500 vittime di quella spietata e atroce guerra.

    Rosemary Nyirumbe appartiene alla Congregazione delle suore del Sacro Cuore di Gesù. Nel 2007 la suora missionaria ugandese è stata nominata “eroe dell’anno” dalla CNN e due anni fa è stata inserita dal Time tra le cento donne più influenti del pianeta. In questi giorni Rosemary è in Italia per presentare la sua biografia intitolata Cucire la speranza, scritta da Reggie Whitten e Nancy Henderson.

    Suor Rosemary Nyirumbe con i bambini

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    Uno dei suoi racconti più scioccanti e tragici riguarda una bambina soldato: “Sharon aveva tredici anni quando fu rapita dai soldati di Kony. Quel giorno doveva attraversare un fiume con la sorellina più piccola, controllata a vista. Lei si fermò perché la sorellina poteva annegare. O la uccidi tu o noi uccidiamo te, dissero i soldati. E Sharon uccise la sorellina. C’è voluto un anno perché Sharon me lo dicesse”.

    In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Rosemary Nyirumbe ha descritto la situazione attuale in Uganda. “Non è quella del 2007 – ha spiegato la suora missionaria -, quando è finita la guerra, ma stiamo vivendo le conseguenze di quegli anni. Bisogna aiutare le donne che allora erano bambine perché si possano riscattare socialmente. E ci sono i bambini nati da quelle donne, anche loro da accogliere e istruire. Le organizzazioni internazionali purtroppo se ne vanno quando le guerre finiscono. Oggi sto seguendo un gruppo di 70 donne che erano bambine soldato. Hanno iniziato a leggere e scrivere solo con me – ha spiegato -, a 25 e più anni.

    Erano state rapite quando avevano 6-7 anni. Una generazione perduta alla quale noi dobbiamo dare una speranza di vita”.

    Suor Rosemary Nyirumbe circondata dai bambini

    Si è poi soffermata su altre storie davvero drammatiche e tristi. “Ce n’è una che venne rapita e tenuta prigioniera per 20 anni – ha raccontato Rosemary al Corsera -, madre di cinque bambini, figli dei generali di Joseph Cony. C’è anche una delle sue sessanta mogli, vittima naturalmente di violenze e abusi. Raccontano con difficoltà quel che hanno vissuto. Per paura, vergogna, perché sono state costrette a cose atroci contro gli altri. Era una strategia dei guerriglieri del Nord Uganda. Se tu fai una cosa atroce non tornerai più a casa – ha asserito la suora ugandese – perché temi la reazione degli altri, perché non riesci più a vivere con gli altri. Io stessa ho avuto delle difficoltà a scoprire questa realtà”.

    Ha poi espresso la sua opinione sulla questione dei migranti respinti in provincia di Ferrara. “Mi spiace molto che succeda in un grande Paese come il vostro – ha fatto notare Rosemary – In Uganda ho conosciuto missionari, medici, volontari italiani. Voi siete sempre presenti, avete costruito scuole, ospedali e chiese. Oggi ho aperto il giornale e ho visto questa gente con i bastoni. Sono rimasta male. Non condanno nessuno perché ognuno vive la sua realtà ma consiglio di accogliere il prossimo perché solo così il prossimo non diventerà un ladro, una prostituta o un mendicante”.

    In tutti questi anni suor Rosemary Nyirumbe ha restituito vita, coraggio e dignità a tantissime donne e bambine soldato. Una storia davvero incredibile e bellissima che rafforza la nostra speranza nel bene.

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