Natale 2016

Turchia, annullato il reato di pedofilia: un’amnistia per le nozze delle spose bambine

Turchia, annullato il reato di pedofilia: un’amnistia per le nozze delle spose bambine
da in Attualità, Politica
Ultimo aggiornamento:
    Turchia, annullato il reato di pedofilia: un’amnistia per le nozze delle spose bambine

    La Turchia sta vivendo uno dei periodi più difficili, bui e agghiaccianti degli ultimi decenni. La Corte costituzionale turca ha incredibilmente annullato il reato di pedofilia per gli atti sessuali compiuti con minori di 15 anni, il 15 luglio scorso, all’indomani del fallito colpo di stato. Ha annullato due parti fondamentali di due comma dell’articolo 103. La prima sentenza annulla la clausola relativa a un periodo di reclusione “non inferiore a sedici anni” per stupro di un minore, mentre la seconda cancella di netto la clausola sulla “pena di reclusione da otto ai quindici anni”.

    L’annullamento di questi comma dell’articolo 103 del codice penale turco (“TCK’nm 103“) entrerebbe in vigore a partire dal 13 gennaio 2017. Una decisione shock che potrebbe spianare la strada al triste e preoccupante fenomeno delle spose bambine, che sono circa 3,5 milioni in Turchia. Diverse associazioni e attivisti per la difesa dei minori sono sul piede di guerra e hanno annunciato ricorso presso la Corte costituzionale e se necessario porteranno il caso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

    Entro il 13 gennaio 2017, il Parlamento e il Governo turco potranno porre rimedio mediante una nuova formulazione della legge.

    Quello che preoccupa è, oltre ovviamente al fatto di per sé, anche la modalità in cui il parlamento turco è stato obbligato a ridurre le pene. E’ stato fatta avanti l’idea che il trattamento di pena deve essere diverso: tra chi abusa di una minorenne e chi sposa una minorenne e ha un bambino, in conformità con usi e costumi. Insomma se finisce in matrimonio sarebbe tutto più leggero. Tutto ciò nonostante sia risaputo che in Turchia dilaga l’orrenda piaga delle spose bambine.

    Questa nuova disposizione andrebbe in realtà a favore di questo triste fenomeno, perchè anche se il limite di età per il matrimonio era stato precedentemente innalzato a 17 anni, in caso una minorenne sia incinta il tribunale fornisce il permesso anche prima. Non solo quindi una legge che incoraggia questo abominio, ma addirittura tutela gli stupratori: in caso si contragga il matrimonio, l’uomo sarebbe salvato dal carcere. Sì perchè in questo caso la legge tutelerebbe la nuova famiglia nascente. Insomma la riduzione della pena in fin dei conti va a favore anche della vittima, questo sembra dirci la Corte Costituzionale. L’allarme che proviene dai vari paesi e dalle Ong è all’unisono quello di alta preoccupazione. Il ruolo della donna in Turchia è di totale sottomissione e non ci sono leggi che la tutelano. La mancanza di una certezza della pena e anche di una definizione precisa della pena aumenta il numero di casi di stupro, in cui gli aguzzini rimangono a piede libero o si salvano grazie al matrimonio e le giovani ragazze invece o si suicidano o sono costrette a fare una famiglia con i propri carnefici.

    Nonostante le proteste e le accuse che piovono dal mondo intero delle quali la Turchia non sembra lasciarsi intimidire, la principale argomentazione che fornisce è che l’applicazione della sentenza ancora non è in atto e quindi al momento non esistono vuoti giuridici sulla pedofilia, ma che anzi sarà combattuta con tolleranza zero.

    Intanto il fenomeno delle spose bambine non accenna a diminuire ed avrà conseguenze drammatiche sulla salute, educazione e sicurezza delle minorenni. La stessa “giustizia riparativa” non trova applicazione concreta, mentre sarebbe un utile insieme di programmi che coinvolge la comunità nell’ascoltare e superare il trauma di queste bambine.
    GUARDA LA CAMPAGNA DI AMNESTY INTERNATIONAL CONTRO IL FENOMENO DELLE SPOSE BAMBINE

    Intanto prosegue la durissima e tiranna repressione da parte dell’attuale presidente turco Recep Tayyip Erdogan che sta violando i principali diritti umani. Il 12° presidente della Turchia ha provato a reintrodurre la pena di morte, vietata dal 2004 nell’ambito degli sforzi per l’adesione all’Unione europea, dopo il fallito golpe del 15 luglio scorso. Ha sospeso la Convenzione sui diritti umani, ha fatto arrestare tantissimi giornalisti. Ha cacciato 1577 rettori e ha sospeso 15mila dipendenti pubblici, tra insegnanti e funzionari ministeriali. Ha revocato le licenze ai media pro Fethullah Gulen.

    LEGGI L’INTERVISTA A VERONICA LATTUADA SULLE SPOSE BAMBINE

    La comunità internazionale è piuttosto preoccupata per la situazione che sta vivendo il popolo turco. La presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ha parlato di golpe civile. “Quanto sta accadendo oggi in Turchia sembra lontano dallo Stato di diritto – ha detto Laura Boldrini – e sembra proprio un golpe civile. Con il pretesto del golpe militare, Erdogan sta portando avanti un disegno politico stabilito prima. Tutti dobbiamo fare in modo che non vada avanti su questa strada”.

    LEGGI LA STORIA DI INKOSI THERESA KACHINDAMOTO CHE COMBATTE CONTRO IL FENOMENO DELLE SPOSE BAMBINE

    920

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàPolitica

    Natale 2016

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI