Turchia, annullato il reato di pedofilia: un’amnistia per le nozze delle spose bambine

Turchia, annullato il reato di pedofilia: un’amnistia per le nozze delle spose bambine
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    Turchia, annullato il reato di pedofilia: un’amnistia per le nozze delle spose bambine

    La Turchia sta vivendo uno dei periodi più difficili, bui e agghiaccianti degli ultimi decenni. La Corte costituzionale turca ha incredibilmente annullato il reato di pedofilia per gli atti sessuali compiuti con minori di 15 anni. L’annullamento del primo comma dell’articolo 103 del codice penale turco (“TCK’nm 103“) entrerebbe in vigore a partire dal 13 gennaio 2017. Una decisione shock che potrebbe spianare la strada al triste e preoccupante fenomeno delle spose bambine, che sono circa 3,5 milioni in Turchia. Diverse associazioni e attivisti per la difesa dei minori sono sul piede di guerra e hanno annunciato ricorso presso la Corte costituzionale e se necessario porteranno il caso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

    La decisione della Corte costituzionale turca è stata presa prima del fallito golpe del 15 luglio scorso. Entro il 13 gennaio 2017, il Parlamento e il Governo turco potranno porre rimedio mediante una nuova formulazione della legge.

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    Intanto prosegue la durissima e tiranna repressione da parte dell’attuale presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Il 12° presidente della Turchia ha annunciato che lo stato d’emergenza potrebbe essere protratto per altri 3 mesi e ha asserito che potrebbe reintrodurre la pena di morte, vietata dal 2004 nell’ambito degli sforzi per l’adesione all’Unione europea, dopo il fallito golpe del 15 luglio scorso.

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    La comunità internazionale è piuttosto preoccupata per la situazione che sta vivendo il popolo turco. La presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini ha parlato di golpe civile. “Quanto sta accadendo oggi in Turchia sembra lontano dallo Stato di diritto – ha detto Laura Boldrini – e sembra proprio un golpe civile.

    Con il pretesto del golpe militare, Erdogan sta portando avanti un disegno politico stabilito prima. Tutti dobbiamo fare in modo che non vada avanti su questa strada”.

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    Dopo il fallito golpe militare, Erdogan ha sospeso la Convenzione sui diritti umani. Tantissimi giornalisti sono stati arrestati. Ha cacciato 1577 rettori e ha sospeso 15mila dipendenti pubblici, tra insegnanti e funzionari ministeriali. Ha revocato le licenze ai media pro Fethullah Gulen.

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