Natale 2016

Tunisina diventa jihadista del sesso: si è unita con 152 uomini in un anno

Tunisina diventa jihadista del sesso: si è unita con 152 uomini in un anno
da in Cronaca
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    Tunisina diventa jihadista del sesso: si è unita con 152 uomini in un anno. Da un lato ci sono loro, Samra Kesinovic e Sabina Selimovic, le occidentali che poco tempo fa hanno deciso di imbracciare il kalashnikov e immolarsi ad Allah pentendosene troppo tardi, dall’altro c’è lei, la tunisina 21enne che per “guadagnarsi il Paradiso” è diventata una jihadista del sesso. L’obiettivo, “soddisfare le pulsioni sessuali dei jihadisti in Siria, ridando loro forza affinché possano vincere il nemico.” In nome della “nobile” causa, la donna è stata costretta a congiungersi con 152 uomini in un solo anno con la benedizione del marito, che non ha esitato a plagiarla e sacrificarla pur di meritarsi un improbabile Paradiso. Un’ingiustizia terribile, un’ipocrisia esecrabile contro la dignità femminile, un crimine che tocca da vicino tutte noi.

    A convincerla a partire per la Siria abbandonando i corsi alla Facoltà di Storia di Manouba è stato il marito, che le ha promesso “andrai in Paradiso”. Così la giovane tunisina nel giugno 2012 è partita per la sua nuova missione, soddisfare le pulsioni erotiche dei jihadisti in Siria. Per quanto assurdo possa sembrare, la 21enne è “in buona compagnia”, sono molte le giovani vittime, reclutate dal partito salafita tunisino, di questo efferato stupro di massa. Ma la vicenda è più intricata del previsto dal momento che la legge islamica vieta di consumare rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. Per legittimare questa becera forma di prostituzione rendendola “halal”, ovvero lecita, la ragazza è stata costretta a sposarsi, e a divorziare, con tutti i 152 jihadisti collezionando un totale di 5 sposi a settimana. Nel frattempo, dopo aver contratto malattie di origini incerta a causa dei tanti rapporti non protetti, ha fatto rientro nel suo paese. Ora è incinta e sola, il primo marito è stato ucciso dagli stessi membri di Al Nusra. Questa povera martire del tragico olocausto che si sta perpetrando nel califfato islamico si sarà perlomeno guadagnata il Paradiso?

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    Era aprile quando Samra Kesinovic e Sabina Selimovic, due giovani ragazze rispettivamente di 17 e 15 anni, hanno lasciato casa e famiglia, hanno detto addio alla tranquillità della vita austriaca, a Vienna, per andare in Siria, per unirsi all’Isis, sposare la loro assurda causa e imbracciare un kalashnikov. Era aprile e oggi, qualche mese dopo, le due giovanissime, austriache di residenza, kosovare di origine e musulmane di fede religiosa, sembrerebbero aver cambiato idea.

    Vorrebbero tornare a casa, tornare sui loro passi e fuggire dall’orrore dell’Isis e degli scontri, abbandonare fucili e armi per riprendere la loro vita da giovani occidentali.

    Sembra essere cambiato tutto da quel biglietto “Non cercateci. Andremo a servire Allah e moriremo per lui”, che le giovani hanno lasciato alle famiglie quando sono fuggite verso la Siria.

    Sembra essere davvero tutto cambiato, ma tornare indietro sembra difficile se non impossibile. Secondo le famiglie che sarebbero riuscite a mettersi in contatto con loro, Samra Kesinovic e Sabina Selimovic sarebbero confinate nel nord della Siria, a Raqqa, sposate e incinta.

    Due giovani occidentali che sono diventate, inoltre, anche una sorta di simbolo, due esempi sfruttati per incoraggiare altri ragazzi europei e non solo a lasciare il loro Paese per sposare la lotta dei terroristi in nome di Allah. Due giovanissime occidentali che hanno lasciato tutto quando erano solo poco più adolescenti per andare in un Paese sconosciuto a combattere una guerra difficile da comprendere e da giustificare, a vivere una violenza difficile da accettare. Due ragazze che ora vorrebbero tornare sui loro passi, riabbracciare le famiglie e tornare alla vita di prima.

    Gli investigatori stanno cercando di definire meglio la vicenda, di tracciarne contorni più netti e precisi, soprattutto per capire chi c’è dietro la loro decisione, chi le ha incoraggiate e supportate, chi ha favorito la loro fuga verso la Siria e l’Isis.

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