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Trump abolisce la norma Obama: no ai bagni per studenti transgender

Trump abolisce la norma Obama: no ai bagni per studenti transgender
da in Attualità, Donald Trump, Politica internazionale
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    Trump abolisce la norma Obama: no ai bagni per studenti transgender


    Dietro-front sul campo dei diritti civili da parte dell’amministrazione Trump: il presidente degli Stati Uniti ha eliminato le linee guida antidiscriminazione che erano state varate da Barack Obama per proteggere gli studenti transgender. La norma Obama che Trump abolisce aveva permesso nelle scuole pubbliche di usare bagni e spogliatoi in base alla propria identità di genere e non in base al sesso di nascita, quello biologico. Così è stato annunciato dal Dipartimento di Giustizia e Pubblica Istruzione.

    Sono già state inviate le nuove direttive a tutte le scuole pubbliche. Insieme alla Ministra dell’Istruzione Betty DeVos, Donald Trump ha scritto le nuove linee guida per gli istituti scolastici, che non dovranno più “creare confusione legale e giuridica”. Non si danno indicazioni su come procedere precisamente, ma il concetto è che i singoli Stati Usa e i singoli distretti scolastici hanno un ruolo fondamentale nel disegnare le “giuste politiche”. Ogni scuola infatti scriverà per conto proprio le nuove regole, basta che tenga conto della direttiva principale.
    Sono molti i provvedimenti che Turmp cancella del suo predecessore: uno dei primi è stato l’aborto. In quell’occasione Trump ha deciso, come invece era stato fatto da Obama, di bloccare i fondi, i finanziamenti alle associazioni pro-aborto.

    Dopo aver toccato il diritto delle donne, adesso si rivolge a tutta la comunità Lgbt. E c’è già chi è preoccupato che, procedendo in questa direzione, possa arrivare a cancellare anche la legalizzazione delle nozze gay.
    Il provvedimento è stato firmato mercoledì e cancella di fatto la misura di protezione per gli studenti transgender introdotta da Barack Obama nell’aprile 2016.

    Tale provvedimento, se entra a tutti gli effetti, creerebbe non solo proteste e malcontento, ma anche confusione a livello giuridico. Lo scorso aprile uno studente 17enne transgender ha portato davanti al tribunale federale la sua denuncia al Dipartimento dell’Educazione, chiedendo di poter utilizzare il bagno corrispondente alla sua identità di genere.

    Il tribunale gli ha dato ragione, ma ora si presenta il problema: nella prossima udienza, fissata a fine marzo, con il ritiro delle linee guida, come si comporteranno i giudici della Corte Suprema?. E come questo ce ne sono tanti di casi in America, in ogni Stato.

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    Al momento le associazioni per i diritti della comunità Lgbt hanno annunciato proteste e battaglie. Anche Human Rights Campaign, l’associazione che promosse la legalizzazione del matrimonio gay, dichiara guerra: “è un crudele attacco”.
    Anche tra i politici regna il malcontento. Non solo la stessa Ministra che ha apposto la firma al decreto ha mostrato qualche perplessità, ma anche i vari democratici. La leader della minoranza alla Camera Nancy Pelosi e il senatore Dick Durbin, hanno criticato la norma sostenendo che la decisione di Trump non farà altro che aumentare la discriminazione nelle scuole. “Ritirare la storica norma del governo Obama per proteggere gli studenti transgender è un duro colpo ai giovani già vulnerabili di per sé”, commenta Pelosi.

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