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“Troppo bassa per i Vigili del Fuoco”: riammessa alla selezione grazie al ricorso al Tar

“Troppo bassa per i Vigili del Fuoco”: riammessa alla selezione grazie al ricorso al Tar
da in Attualità, Lavoro
    “Troppo bassa per i Vigili del Fuoco”: riammessa alla selezione grazie al ricorso al Tar

    Grazie al ricorso al Tar del Lazio, una donna di 40 anni alta 158 cm, considerata troppo bassa per i Vigili del Fuoco è stata riammessa alla selezione. La statura da oggi non è più parametro per l’ammissione ai concorsi per le forze di polizia. La 40enne aveva deciso di partecipare al concorso, ma era stata ritenuta dalla commissione medica non idonea per la statura. Il tribunale ha annullato il provvedimento di esclusione, applicando la normativa a garanzia delle pari opportunità di lavoro.

    Il provvedimento di esclusione risale all’ottobre del 2016, nonostante la donna prestasse servizio come volontaria al comando provinciale di Bologna dal 2003. Insomma per 13 anni è stata considerata idonea. Cosa è successo allora? L’anno scorso la 40enne ha deciso, dopo aver maturato l’anzianità di servizio, di accedere al concorso. E’ qui che ha superato tutte le prove di efficienza fisica, ma risultava un “deficit di statura“. Nel ricorso, presentato dal legale Gabriele Bordoni, si dice che è illegittima la norma che fissa un limite minimo di altezza. Ma soprattutto ha sostenuto che il divieto di discriminazione all’accesso al pubblico impiego è “esplicitamente esteso anche alle attività lavorative che richiedono particolari capacità fisiche, come quelle all’interno delle forze armate o dei servizi di polizia. Queste ultime possono certamente effettuare selezioni, purché non siano basate sul mero dato numerico, quanto su prove realmente selettive, come ad esempio quelle ginniche, dal momento che l’altezza non è parametro adeguato a rispecchiare le effettive capacità fisiche di un soggetto”.

    Non è il solo caso di discriminazione sul lavoro per una donna quello di Bologna.

    Una discriminazione che tiene conto solo di dati puramente fisici: ultimamente, non in Italia, ma in Gran Bretagna si è discusso sul tema dopo che una londinese ha denunciato di essere stata licenziata perché troppo bella.
    Eppure le leggi che tutelano questo tipo di discriminazioni ci sarebbero. Nel caso specifico in questione delle forze armate, c’è la legge numero 2 del 12 gennaio 2015, secondo cui l’altezza non è più parametro per l’ammissione ai concorsi nelle forze di polizia, la stessa che è stata applicata dal Tar del Lazio. La legge è entrata in vigore il 13 gennaio 2016 e ha previsto la modifica dell’articolo 635 del codice dell’ordinamento militare in materia di parametri fisici.

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