Torre Annunziata, crollo della palazzina: tra gli otto morti anche due bambini

Nel crollo della palazzina a Torre Annunziata sono morte 8 persone. Nessuna speranza per le famiglie coinvolte dal collasso dell'edificio, avvenuto per motivi ancora da accertare interessando terzo e quarto piano. I soccorritori hanno recuperato i corpi senza vita di tutti i dispersi, compresi due bambini di 8 e 14 anni.

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    Nel crollo della palazzina a Torre Annunziata sono otto i morti, tra cui due bambini di 8 e 14 anni. Il collasso dell’edificio è avvenuto intorno alle 6.30 di venerdì 7 luglio. Delle persone disperse, quindi, non resta altro che l’immagine di vite annientate in pochi istanti. Gli ultimi due corpi recuperati dalle macerie sono di Salvatore e Francesca Guida, i bimbi morti insieme ai loro genitori. L’altra famiglia per cui si sono spente le speranze è quella di Giacomo Cuccurullo, architetto impiegato presso l’Ufficio tecnico del Comune di Torre Annunziata: con lui sono morti anche la moglie e il figlio di 25 anni. Morta anche Pina Aprea, sarta di 65 anni che viveva da sola. La violenta implosione del palazzo ha interessato la parte posteriore dello stabile, sito in via Rampa Nunziante. A cedere sono stati il terzo e quarto piano, in cui risiedevano alcune famiglie. I soccorritori hanno scavato a mani nude senza sosta, ma la flebile speranza di trovare sopravvissuti si è spenta definitivamente dopo il recupero dell’ottava vittima. I piani inferiori dell’edificio, disabitati, erano interessati da lavori di ristrutturazione, ora sotto accusa e al vaglio della Procura.

    La palazzina era situata a ridosso della linea Vesuviana, che è stata interrotta dopo il crollo, poco prima del quale, secondo diversi testimoni, sarebbe passato un treno. Sempre secondo alcune testimonianze, non sarebbe stata udita alcuna esplosione.

    Il traffico ferroviario è stato sospeso lungo la tratta che collega Torre Annunziata e Santa Maria La Bruna: parte delle macerie si sono riversate sui binari impedendo il transito dei treni.

    Chi sono le vittime del crollo di Torre Annunziata

    Il bilancio definitivo è drammatico e non ha fatto che confermare le paure dei soccorritori, impegnati senza sosta in una ricerca difficile tra l’enorme cumulo di macerie, da cui sono stati estratti tutti gli 8 corpi senza vita.

    Hanno perso la vita Pasquale Guida, sua moglie Anna Duccio, i figli Salvatore di 8 anni e Francesca di 14. Distrutta anche un’altra famiglia, quella del dipendente comunale Giacomo Cuccurullo, morto insieme alla moglie Adelaide La Iola, detta Edy, e al figlio Marco, di 25 anni. Nessuna speranza nemmeno per Pina Aprea, la sarta 65enne che viveva da sola.

    Il sindaco: “Erano in corso lavori di ristrutturazione”

    Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri, vigili del fuoco, capitaneria di porto e numerose ambulanze. Le operazioni di soccorso sono state piuttosto difficili, interrotte dal ritrovamento dell’ultimo corpo. Il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, ai microfoni di Adnkronos ha confermato che nello stabile erano in corso alcuni lavori di ristrutturazione, concentrati nei due piani inferiori, disabitati, lavori al momento non traducibili nella causa del crollo ma la cui esecuzione è al vaglio della Procura.

    L’edificio anni ’50 che si affaccia sulla strada ferrata della linea ferroviaria Vesuviana ha subito un collasso intorno al quale non mancano le polemiche. Alcune avvisaglie sarebbero state sottovalutate, e una pesante ombra aleggia sui lavori in corso ai piani primo e secondo dello stabile: ipotesi non confermate parlano di possibili interventi di ristrutturazione invasivi che potrebbero aver determinato una compromissione nella statica della palazzina.

    La Procura ha aperto un fascicolo per crollo colposo

    La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo per crollo colposo. Il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli e il sostituto Andreana Ambrosino si sono recati sul luogo del crollo. Sono stati inoltre acquisiti i primi documenti relativi all’immobile e ai lavori di ristrutturazione in corso nei piani inferiori della palazzina.

    Il sindaco ha riferito che lo stabile non era in condizioni ottimali, ma vige la massima cautela per quanto riguarda le ipotesi legate alle cause del collasso dell’edificio.

    Certo è che dalle immagini traspare l’evidenza di una posizione piuttosto “a rischio” per quella palazzina, tanto da far propendere alcuni residenti per l’idea di un vero e proprio azzardo edilizio. Quattro piani più attico, a picco sulla linea ferroviaria Napoli-Salerno, realizzati nel 1955, quando ancora non esisteva l’obbligo di edificare a una distanza minima di 60 metri dai binari.