Torino, neonato lanciato dal balcone: era nato da una relazione extraconiugale

Svolta nel caso del neonato morto dopo essere stato lanciato dal balcone dalla madre. Il piccolo subito trasportato d’urgenza all’ospedale infantile Regina Margherita, era in gravi condizioni: inutili i tentativi di rianimarlo. Era un maschietto con poche ore di vita. Dopo la confessione choc della mamma, un nuovo colpo di scena: non era figlio del suo compagno.

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    Torino, neonato lanciato dal balcone: era nato da una relazione extraconiugale

    Svolta a Torino, sul caso del neonato lanciato dal balcone dalla madre: era nato da una relazione extraconiugale della donna. Fu proprio lei a confessare di aver deliberatamente gettato nel vuoto il piccolo, morto subito dopo il ricovero in ospedale. A notarlo era stato un passante, insospettito dall’asciugamano in cui poi venne ritrovato il bambino. Inutili i tentativi di rianimarlo. Molto probabilmente il neonato era già in arresto cardiaco all’arrivo dei sanitari. Quanto emerge a 21 giorni dalla tragedia potrebbe avere un peso sull’accaduto: il test del DNA sul corpicino ha dimostrato che il padre del neonato non è il convivente della donna, detenuta nel carcere delle Vallette a Torino con l’accusa di omicidio aggravato. Le indagini sul caso di Settimo Torinese hanno portato alla luce l’inaspettato retroscena.

    Neonato gettato dal balcone in provincia di Torino: morto dopo il ritrovamento

    Il piccolo era stato ritrovato a terra, in provincia di Torino, in un quartiere di case popolari, la mattina del 30 maggio. Quasi sicuramente aveva poche ore di vita. Giaceva avvolto in un asciugamano non lontano dalla ferrovia e dal centro di Settimo Torinese. Era un maschietto di carnagione chiara, avvistato da un passante per caso. Nonostante l’immediata richiesta di soccorsi, il piccolino era già in gravi condizioni. Al Regina Margherita, ospedale infantile del capoluogo piemontese, i medici avevano tentato invano di salvarlo.

    Il padre del neonato non è il convivente della mamma

    La prima svolta nelle indagini, coordinate dai carabinieri della compagnia di Chivasso si era registrata a poche ore dalla morte del neonato: la madre, una 34enne italiana, aveva confessato di aver lanciato il figlio dal balcone. “Sì, sono io la donna che cercate. Sono io la mamma del neonato abbandonato e poi morto”, aveva detto prima della confessione. Secondo le dichiarazioni rese agli inquirenti, la donna avrebbe gettato il bambino dal secondo piano di una palazzina, in cui viveva con il convivente e un’altra figlia di 3 anni.

    Il piccolo, appena nato, aveva ancora il cordone ombelicale. Proprio il compagno della 34enne, la cui posizione è ritenuta al momento priva di ombre, è stato sentito in qualità di testimone dei fatti, e quanto da lui dichiarato sarebbe “credibile”. Nessuna accusa nei suoi confronti, quindi, ma una seconda svolta ha aperto un nuovo scenario nella vicenda: il neonato non era suo figlio ma era frutto di una relazione extraconiugale della compagna.

    Bambini abbandonati: la culla per la vita

    Purtroppo la storia di Settimo Torinese, apparentemente l’ennesimo caso di abbandono di neonati, costituisce un drammatico risvolto di un problema sempre attuale: avevamo già parlato dei dati. Secondo il Tribunale minorile e la Società italiana di Neonatologia (Sin) su 550.000 bambini nati ogni anno circa 400 non vengono riconosciuti. Molti di questi vengono poi abbandonati per strada con la speranza che qualcuno se ne occuperà in futuro. Ci sarebbe però il modo di evitare la morte sicura a questi neonati: esistono infatti le “culle per la vita”. Una sorta di versione moderna della medievale Ruota degli Esposti, dove le mamme in difficoltà abbandonavano i bambini appena nati. Molti ospedali italiani hanno queste strutture, dove in sicuro anonimato, è possibile lasciare i bimbi. Nate da un progetto pilota del Policlinico Casilino di Roma, il primo a dotarsene, esistono a Milano, Firenze, Napoli. Perlomeno potrebbe essere uno strumento che salva vite umane indifese.

    Dolcetto o scherzetto?