Tiziana Ferrario: un altro triste esempio di discriminazione

Tiziana Ferrario: un altro triste esempio di discriminazione
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    Tiziana Ferrario tg 1

    Cambiare i conduttori dei telegiornali è una cosa abbastanza normale in questi giorni in cui i direttori tendono ad allontanare i conduttori che non sono in linea con le loro idee politiche, questo per quanto brutto è sempre meno imiliante di essere allontati dalla conduzione solo per una questione anagrafica. La vicenda subita da Tiziana Ferrario è stata anche il tema di una puntata di Ally McBeal in cui una donna sui 50 anni era stata sostituita da una ragazzina che risultava più appetibile… a quanto pare la realtà supera la fantasia e non si deve guardare lontano, è tutto nel nostro Bel Paese.

    Dopo un anno e mezzo in cui Tiziana Ferrario è stata messa alla scrivania a non fare niente, la brava giornalista si è rivolta alle vie legali ed a fatto causa al TG1 tramite il tribunale del Lavoro di Roma, il giudice Maria Gabriella Marrocco ha decretato però che la Ferrario deve essere reintegrata alla conduzione o svolgere ruoli equivalenti.

    I legali della Ferrario fanno sapere, che “nella rimozione dal suo incarico della giornalista era stata ravvisata una grave lesione della professionalità della Ferrario attuata per discriminazione politica seguita all’opposizione della giornalista rispetto alla linea editoriale del direttore Augusto Minzolini“. Ecco cosa dichiara il giudice Marrocco nella sua sentenza: “I provvedimenti che hanno riguardato la Ferrario sono stati adottati in contiguità temporale con la manifestazione, da parte della lavoratrice, del dissenso alla linea editoriale impressa al telegiornale dal nuovo direttore, con l’adesione da parte sua alla protesta sollevata dal cdr e diretta a far applicare nel Tg i principi di completezza e pluralismo nell’informazione e, infine, con la mancata sottoscrizione da parte della stessa del documento di censura al cdr il 4 marzo scorso. I provvedimenti presi, sono stati antitetici rispetto a quelli adottati nei confronti dei colleghi di redazione che non avevano posto in essere le suddette condotte“. In particolare, “In merito alla rimozione dell’incarico di conduzione del Tg1, dichiaratamente collegata dal direttore del telegiornale all’intento di ringiovanire i volti del tg, risulta in atti che identica decisione non ha coinvolto due giornalisti in sostanza coetanei della ricorrente (Petruni e Romita), i quali, di contro, avevano sottoscritto il documento 4 marzo 2010 di sostegno alla linea editoriale“.

    Tiziana Ferrario si è limitata a commentare che finalmente è stata riconosciuta un’ingiustizia.

    Augusto Minzolini, il direttore del tg1 però non si rassegna e dichiara: “Paolo Frajese ha condotto il Tg per 7 anni, Bruno Vespa per 5. Tiziana Ferrario invece lo ha condotto per 30 anni. Quale spazio possono avere le nuove generazioni in un’azienda in cui i ruoli si danno a vita? Azienda per la quale il rinnovamento è fondamentale“.

    Quel che Minzolini si dimentica di dire è che ogni conduttore che ha lasciato il TG1 è stato promosso a incarichi equivalenti o più prestigiosi, la Ferraio è stata messa ad una scrivania… niente conduzione, niente servizi, trasferte, niente di niente… il tutto mantenendo lo stipendio intero.

    Io sono davvero indignata e spero che questo maschilismo imperante e latente possa essere sconfitto, a 53 anni una donna, una professionista che è rimasta fedele alla sua azienda e al suo lavoro, deve essere messa in una scrivania a girarsi i pollici?

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