Natale 2016

Tiziana Cantone si è uccisa dopo la diffusione dei video a luci rosse in Rete

Tiziana Cantone si è uccisa dopo la diffusione dei video a luci rosse in Rete
da in Attualità, Cronaca, Violenza sulle donne
Ultimo aggiornamento:
    Tiziana Cantone si è uccisa dopo la diffusione dei video a luci rosse in Rete

    Sarà sentito nei prossimi giorni dagli inquirenti Sergio di Palo, l’ex fidanzato di Tiziana Cantone con la quale ha convissuto per un anno. Ancora non è mai stato interrogato, nonostante il sequestro del cellulare. Chi lo ritiene responsabile è sicuramente la madre di Tiziana, Teresa Giglio, secondo la quale l’uomo avrebbe plagiato la figlia costringendola a girare quei maledetti video. E’ in arrivo un memoriale scritto dalla signora Giglio, una donna ormai distrutta dal dolore e che non si dà pace.

    La Procura della Repubblica invece sta preparando una rogatoria internazionale per Apple per chiedere lo sblocco dell’iPhone: vogliono accedere a filmati e contenuti che sono stai rimossi.I precedenti non sono incoraggianti; in passato Apple si è rifiutata anche in casi come la strage di San Bernardino.

    SCOPRI COME SI PUO’ COMBATTERE IL BULLISMO

    Nei giorni prima del suicidio, Roberta Foglia Manzillo, l’avvocata della donna, aveva ottenuto un provvedimento d’urgenza per rimuovere i filmati dal web, dopo aver citato in giudizio Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google, Youtube e tutte le persone coinvolte. Tiziana non è però riuscita a liberarsi dal dolore e dalla sofferenza di una abominevole e atroce vicenda. Il social network in un primo momento aveva dichiarato di non avere “alcun obbligo di rimuovere i contenuti” in assenza di “un ordine emesso dalle autorità competenti”.

    Fin’ora le indagini hanno seguito due piste: per istigazione al suicidio, e quella per diffamazione data dalla pubblicazione di video non autorizzati. Su quest’ultima indagine sono indagate 4 persone. E’ questa la correlazione, difficile da dimostrare, tra suicidio e diffusione del video.

    Tiziana Cantone si è uccisa nella casa di Mugnano, comune di 35mila abitanti appartenente alla città metropolitana di Napoli, in cui viveva con la mamma. La 31enne ragazza originaria di Casalnuovo di Napoli era finita al centro dello scandalo oltre un anno e mezzo fa per alcuni suoi video hot che erano stati pubblicati a sua insaputa da alcuni suoi amici e conoscenti prima su Facebook e Twitter e dopo anche su alcune note piattaforme web a luci rosse. Quasi due anni di calvario, dolore e sofferenza per la giovane ragazza napoletana che era finita nel mirino del popolo del web.

    Insulti feroci, offese e umiliazioni di ogni genere, parodie, provocazioni oscene, attacchi social violenti, meme e sfottò pubblici che avevano trasformato la sua vita in un inferno. Tiziana Cantone era sprofondata nel terribile e difficile tunnel della depressione e aveva già tentato il suicidio diversi mesi fa. Aveva cercato di rifarsi una vita, trasferendosi per un periodo in Toscana con la speranza di poter trovare un minimo di serenità e riprendere in mano le redini della sua vita. Aveva anche avviato l’iter per cambiare identità.

    VIOLENZA SULLE DONNE, ECCO I NUMERI E LE ISTITUZIONI PER CHIEDERE AIUTO

    I suoi famigliari e amici sono ancora sotto shock. “Mi chiedo come si possa essere così feroci – ha dichiarato la sua amica Teresa Petrosino al Corriere della Sera -, come sia possibile accanirsi contro una ragazza che non ha fatto nulla di male. Quei video sono stati un errore? Ma per favore. Se andassimo a cercare nei cellulari degli stessi che le hanno gettato la croce addosso sono certa che troveremmo molto di peggio. Credo che a vergognarsi dovrebbero essere tutti quelli che hanno riempito il web di insulti e che di nascosto intanto guardavano le immagini”. La zia di Tiziana si è sfogata con un giornalista del Mattino: “Se avete un po’ di umanità lasciateci in pace, non fate come internet. Non assediate anche voi questa casa dove una ragazza si è tragicamente tolta la vita”. Al funerale erano presenti tantissime persone, segno che Tiziana era una ragazza amata. Un addio doloroso quello celebrato nella chiesa di Casalnuovo di Napoli e dove la madre di Teresa si è sentita male.

    SEGUI LA PAGINA FACEBOOK CHE CONTRASTA LA VIOLENZA SULLE DONNE

    R.i.p. Tiziana.

    772

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AttualitàCronacaViolenza sulle donne

    Natale 2016

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI