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Theresa May annuncia le elezioni anticipate: Gran Bretagna al voto l’8 giugno

Theresa May annuncia le elezioni anticipate: Gran Bretagna al voto l’8 giugno

Regno Unito verso elezioni politiche anticipate: l'annuncio della premier a sorpresa dopo una riunione del Consiglio dei Ministri. Secondo Theresa May il voto anticipato potrebbe legittimare la forza del suo partito e rendere più 'efficace' la Brexit.

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    Theresa May annuncia le elezioni anticipate: Gran Bretagna al voto l’8 giugno

    AP/LaPresse

    La premier Theresa May ha annunciato le elezioni anticipate dell’8 giugno per la Gran Bretagna. Le elezioni politiche, previste per il 2020 con la fine del suo mandato, sono state convocate in anticipo “per garantire certezza e stabilità negli anni a venire”, ha dichiarato la May. Un annuncio a sorpresa fatto a conclusione della riunione del Consiglio dei Ministri. Le spaccature sul fronte Brexit hanno indotto la premier a valutare attentamente l’ipotesi che un voto anticipato possa permettere di rendere più “efficace” il divorzio del Regno Unito dall’Europa attraverso la chiamata alle urne. Il voto sarà lo strumento con cui si potranno, forse, dipanare tutte le instabilità interne dovute proprio al clima non unanime intorno alla scissione da Bruxelles.

    L’annuncio di Theresa May da Downing Street rientrerebbe nel piano della premier di “assicurare una leadership forte e stabile” a un Paese piuttosto sbilanciato dopo la Brexit. Anticipare le consultazioni politiche è un rischio che la May potrebbe aver calcolato in questi giorni, prima della dichiarazione ufficiale. Probabilmente, a spingerla verso la convinzione dell’utilità del voto anticipato fissato per il prossimo 8 giugno 2017, ci sarebbero i sondaggi che avrebbero dato al suo partito, conservatore, un ampio margine di vantaggio. Significherebbe legittimare la tanto agognata uscita dall’Unione europea, mettendo a tacere non poche voci “contro”. Il vantaggio che Theresa May avrebbe (su carta) sul partito dell’opposizione laburista, la renderebbe quindi più forte nella conclusione dei negoziati con Bruxelles. Dopo l’annuncio la sterlina ha registrato un rafforzamento nel cambio rispetto all’euro. Se da un lato ci sono le convinzioni della premier, dall’altro il fronte delle opposizioni ha colto il guanto della sfida e si sarebbe già lanciato in forti dichiarazioni contro la May.
    Una delle conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Europa è anche la forte corrente di opinione contro il governo.
    Di scelta “coraggiosa e giusta” ha invece parlato l’ex primo ministro conservatore David Cameron, in merito alla decisione di voto anticipato del suo successore, Theresa May.

    Legittimare la Brexit attraverso il consenso delle urne, è questo il piano che sembra dominare nell’idea di Theresa May di non mantenere la scadenza naturale del mandato. D’altronde, la forte propaganda contro il partito conservatore dopo la Brexit non risparmia un centimetro della sua politica. La premier ha citato le opposizioni con un chiaro riferimento al fatto che gli inglesi saranno chiamati a scegliere tra “una leadership forte e stabile nell’interesse nazionale o una coalizione di governo debole e instabile guidata da Jeremy Corbyn“, leader dei laburisti.
    Un continuo tira e molla tra pro e contro Brexit che tende a destabilizzare la politica della maggioranza attualmente al governo.
    La decisione di anticipare il voto risiederebbe anche in un’altra lettura fornita dalla premier May: il Paese e Westminster non sarebbero sulla stessa rotta e occorre porre fine a questa instabilità interna, per orientarsi nel futuro di una Gran Bretagna libera che abbia la capacità di autodeterminarsi in Europa, ponendo fine ai “giochi politici” che la premier ha denunciato nell’opposizione.
    Anche Nicola Sturgeon, first minister del governo di Edimburgo, cavalca l’onda anti-May rilanciando l’indipendenza della Scozia con la Scoxit, e parlando chiaramente di “hard Brexit” a indicare la “forzatura” secondo cui il governo di Londra avrebbe costretto gli inglesi nella difficile partita europea.

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