The UnB.LIVEable Show: un progetto per ritrovare la gioia di vivere

Al via il nuovo, emozionante spettacolo interattivo che ha come protagonisti i B.Livers: sono i ragazzi del progetto B.Live, della Fondazione Near Onlus, che racconteranno in modo divertente una giornata nella redazione del loro giornale, Il Bullone. Sarà una finestra aperta su nuove prospettive di vita, con gli occhi di chi non perde la speranza.

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    The UnB.LIVEable Show: un progetto per ritrovare la gioia di vivere

    I ragazzi del progetto B.Live sono pronti: il loro spettacolo interattivo “The UnB.LIVEable Show”, andrà in scena il 17 maggio alle 19, presso la Microsoft House di Milano. Si tratta di un grandioso esperimento di inclusione sociale, organizzato e promosso dai B.Livers: sono loro i protagonisti di questa grande avventura, che rientra in un più ampio percorso professionalizzante per ragazzi con gravi patologie. Ritrovare il sorriso e nuove opportunità anche nella sofferenza, questo è il leitmotiv del grande lavoro portato avanti dalla Fondazione Near Onlus, e che stavolta vedrà in scena un interessante racconto: “60 minuti di una storia diversa”, come si legge nella locandina dell’evento, in cui i giovanissimi performers descriveranno una divertente giornata nella redazione del loro giornale, Il Bullone.

    Lo spettacolo del progetto B.Live: emozioni e racconti di nuove prospettive di vita

    Lo spettacolo che rappresenta la redazione de Il Bullone, giornale dei B.Livers, inizierà alle 19 presso la Microsoft House di Milano mercoledì 17 maggio. Si tratta di un esperimento di inclusione sociale e di vita, in cui saranno protagonisti i ragazzi del progetto B.Live, fondato dalla Near Onlus. Tanti giovani, affetti da gravi patologie, saranno protagonisti di una scena che fonde interattività ed emozioni in un binomio d’avanguardia. Storie di vita, speranza, amore saranno grandi rivelazioni per il pubblico, con un solo obbiettivo: offrire un punto di vista costruttivo anche dentro la sofferenza e il dolore. “Essere, credere, vivere” è il motto dei B.Livers, il motore che muove la passione di questi ragazzi con l’effetto di un entusiasmo contagioso. La loro esperienza ha trovato un grande canale di trasmissione nel libro “La compagnia del Bullone”, edito da Sperling&Kupfer, ora in tutte le librerie d’Italia.

    Chi sono i B.Livers: dalla redazione de Il Bullone al libro sulla loro storia

    I B.Livers sono giovani che hanno iniziato un percorso alternativo alla sofferenza: non più spettatori inermi della realtà ma attori principali di una nuova visione del mondo. Sono affetti da gravi patologie, che hanno in comune lo stesso dolore e lo stesso senso di impotenza, ma i B.Livers hanno saputo raccogliere la sfida della vita grazie al progetto che li vede protagonisti. Il bullone è il loro simbolo: forza, unione e resistenza per guardare con occhi diversi ciò che li circonda.

    La loro esperienza all’interno del progetto è in continuo divenire: imparano, creano e si confrontano con tante altre realtà lavorative che gli permettono di “sbirciare” dove altrimenti lo sguardo gli sarebbe precluso.

    Nonostante alcune delle loro malattie siano severe e degenerative, non si arrendono agli eventi. La Fondazione Near Onlus è il trait d’union tra il loro esplosivo voler crescere e il mondo del lavoro.

    Il giornale Il Bullone

    Il Bullone è il giornale dei B.Livers: nato nel 2015, è frutto di un sinergico lavoro di redazione. È qui che i B.Livers scrivono le loro storie per raccontarle al mondo.

    Contiene storie personali, emozioni, paure, interviste che rappresentano grandi incontri. Tra i tanti articoli, ad esempio, il primo numero contiene interviste a Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i Rifugiati, Giuseppe Sala, i fratelli Barilla, il Premio Nobel Yunus.

    “La compagnia del Bullone”, il libro dei B.Livers per tutti

    Ma che percorso sarebbe senza un buon libro? In effetti il libro c’è, ed è anche uno dei più interessanti lavori letterari che si possa leggere, perché offre una duplice chiave per comprendere il mondo. Si intitola “La compagnia del Bullone”, ed è una grande occasione per ridere, capire, riflettere. All’interno i racconti dei ragazzi di B.Live, che non sono spartiacque tra chi convive con una grave malattia e gli altri, ma punto di intersezione tra diverse prospettive. Si tratta di un nuovo spunto da cui partire per l’osservazione della realtà, in una crescita continua che regala tanti insegnamenti.

    Il progetto B.Live: la grande intuizione della Fondazione Near Onlus

    Una webapp, un orto a Villa Greppi a Casatenovo in collaborazione con la scuola agraria di Monticello Brianza e un libro: sono questi alcuni dei più importanti traguardi raggiunti dal progetto B.Live, che ha permesso a questi intraprendenti ragazzi di partecipare alla vita attiva in modo divertente e propositivo. Nato nel 2012, il progetto ha come fulcro la creazione, lo sviluppo e l’implementazione di percorsi formativi ad hoc per tantissimi giovani con patologie croniche. Tutto è nato dall’intuizione della Fondazione Near Onlus: scoprire le potenzialità di ognuno di questi ragazzi e farle emergere, attraverso una produttività che è al tempo stesso gioia di vivere e apprendimento.

    B.Live è diventato un vero e proprio brand: gioielli, borse, canzoni, bio-cosmesi sono solo alcune delle produzioni dei B.Livers. Un modo nuovo di vivere la malattia e capire che non si è mai soli, e che oggi conta circa 70 ragazzi attivi nel progetto.

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