Terremoto in Messico, le vittime, i superstiti e le loro storie

Mentre continua la corsa contro il tempo per salvare vite, sono molte le storie che provengono dal Messico, colpito dal sisma di magnitudo 7,1. Delle provvisorie 240 vittime, almeno 32 sono i bambini rimasti sotto le macerie della scuola elementare Enrique Rebsamen, ma si scava ancora per individuare altre persone, come la piccola Sofia.

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    Terremoto in Messico, le vittime, i superstiti e le loro storie

    Il forte sisma di magnitudo 7,1 che martedì sera ha colpito il Messico è tristemente stato chiamato la strage dei bambini per aver distrutto, tra i 40 edifici, la scuola dove si stavano svolgendo le lezioni. Almeno 32 piccoli hanno perso la vita tra le 240 vittime, ma ci sono ancora bambini vivi sotto le macerie, come la piccola Sofia, individuata dai soccorritori. Adesso è una corsa contro il tempo, così come per le altre persone vive tra le macerie. Ecco le storie di vittime e superstiti.

    Frida Sofia: la 12enne simbolo del terremoto in Messico

    Oltre che per la sua intensità, il terremoto in Messico sarà tristemente ricordato per i bambini che hanno perso la vita: il crollo della scuola elementare Enrique Rebsamen nella capitale ha causato la morte di 32 bambini e 4 insegnanti. Una strage di bambini come è stata tristemente ribattezzata.

    Si scava senza sosta per cercare superstiti tra le macerie e tra questi è stata individuata la 12enne Frida Sofia. Accanto a lei molto probabilmente ci sono altri 5 bambini. Nel silenzio più assoluto, per cercare di carpire ogni singolo bisbiglio e movimento, le squadre di soccorso stanno cercando di tirarla fuori. Anche i suoi genitori stanno seguendo le operazioni e sono riusciti a comunicare con lei.

    Il Messico e il mondo intero è in apprensione, sperando che si riesca a salvare sia la piccola Sofia che gli altri bambini sotto le macerie della scuola.

    Crollo della chiesa durante il battesimo: altri 4 bambini morti tra cui un neonato

    La conta dei bambini che hanno perso la vita purtroppo non finisce nella scuola di Città del Messico. La scossa di terremoto ha fatto crollare, tra i 40 edifici, anche una chiesa dove si stava celebrando un battesimo. Poco prima che cominciasse la funzione, si è verificato il crollo: il bilancio delle vittime è stato tragico, sette adulti e quattro bambini. Tra questi anche il neonato che avrebbe ricevuto poco dopo il sacramento.

    I 12 bambini salvati sotto le macerie della scuola

    L’edificio Enrique Rebasamen, nel quartiere di Villa Coapa, non ha retto alla forte scossa registrata alle 13.14 ora locale, diventando così una trappola mortale per molti dei 400 piccoli alunni che frequentano la scuola. Per fortuna c’è chi ce l’ha fatta: sono i 12 bambini estratti vivi dalle macerie.

    Uno di questi è Victor, le cui prime parole appena ha rivisto la luce sono state “Ho sete e non riesco a respirare”. Dopo di lui è stata la volta di Fatima, Sergio, Miriam, tutti tirati fuori dai calcinacci di quello che rimane della scuola. I soccorritori, lavorano nel silenzio più assoluto e quando individuano un rumore alzano il pugno verso l’alto per allertare gli altri. Si cerca di fare meno rumori possibili nonostante le persone portino lenzuola, pile, bottiglie d’acqua.

    Ciò che invece ha salvato una bambina di 6 anni, di cui non si conosce il nome, è stato il cellulare. I media locali riferiscono che la piccola è riuscita riuscita a entrare in contatto via Whatsapp con i soccorritori.

    I tre studenti italiani a Puebla: il panico nel campus

    Tre studenti lucani si trovano a Puebla impegnati nel programma di studi “Double degree” dell’università” Cattolica di Piacenza. Al momento della scossa i ventenni si trovavano nel campus dell’Universidad de las Americas della città messicana, ognuno nella propria aula. Il grande boato che ha fatto la scossa di terremoto ha creato il fuggi fuggi, ma nonostante il panico scatenato tra migliaia di studenti che correvano impauriti, non ci sono state vittime.

    Persone intrappolate nell’officina

    Un gruppo di persone è ancora intrappolato dentro ad un’officina auto nel quartiere Presidente Ejidales, a Città del Messico. I volontari stanno facendo un lavoro delicato, perché si teme il pericolo di fughe di gas. Lo stabile è di due piani: il primo è crollato sul secondo. I residenti del quartiere sono stati fatti intanto evacuare.

    La donna salva miracolosamente

    Le telecamere di sorveglianza del centro commerciale Angelópolis, nella città di Puebla, hanno ripreso gli attimi di panico susseguiti alla scossa di terremoto. Una donna si è miracolosamente salvata, evitando per pochissimo, come si vede nel filmato, l’impatto con un pannello caduto dal soffitto dell’edificio.

    Le foto del terremoto in Messico